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Cronaca 1 min di lettura7 min fa

Trieste, il Porto Vecchio rifugio per decine di migranti

Nei magazzini abbandonati dell’area portuale vive chi arriva dalla rotta balcanica, in attesa di risposte burocratiche

Decine di migranti continuano a trovare riparo tra i ruderi del Porto Vecchio di Trieste. Nell’area, domenica 1 novembre, un incendio ha provocato due vittime.

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I rifugi nei vecchi magazzini

I magazzini dismessi del complesso portuale sono utilizzati da anni come riparo da persone senza una sistemazione stabile e da migranti giunti in Italia lungo la cosiddetta rotta balcanica.

Molti di loro, privi di un riconoscimento amministrativo chiaro, vivono ai margini dei percorsi ordinari di accoglienza. Per questo gli edifici abbandonati sono diventati una casa informale per decine di persone, tra strutture degradate e spazi privi di servizi.


L’incendio del 1 novembre

Il rogo è divampato all’interno di uno dei fabbricati domenica 1 novembre. Due persone sono rimaste vittime dell’incendio, mentre il quadro sulle cause è ancora legato agli elementi emersi nelle prime ricostruzioni.

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Secondo quanto riferito, le fiamme potrebbero essere partite da un fuoco acceso da un gruppo di richiedenti asilo. Le persone presenti sarebbero poi riuscite ad allontanarsi dagli edifici prima dell’incendio.


Il progetto per l’area

Il Porto Vecchio si estende su 66 ettari e da tempo è interessato da un progetto di riqualificazione. Il piano, tuttavia, si trova ancora in una fase iniziale e non ha ancora modificato la situazione dei magazzini utilizzati come rifugio.

Nel frattempo, tra le strutture abbandonate continua a concentrarsi una presenza numerosa di persone senza alloggio. L’incendio ha riportato l’attenzione sulle condizioni di chi vive nell’area e sui rischi legati all’uso degli edifici dismessi.

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