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Cronaca 1 min di letturaAggiornato 1 ora fa

A Taranto partono gli spegnimenti dei tre altiforni

Acciaierie d’Italia ha informato i sindacati: le operazioni coinvolgono anche le cokerie e termineranno entro la settimana

Aggiornamento delle 13:20

Lo stop attua il decreto della Corte d’Appello di Milano del 27 luglio, confermato dalla Cassazione, che impone la sospensione dell’area a caldo per i rischi ambientali e sanitari, inclusa la presenza di 2.140 tonnellate di amianto. I commissari hanno chiesto la cassa integrazione per 8.622 dipendenti, mentre sono stimati almeno 11mila esuberi tra personale diretto e indotto. Resta incerta anche la vendita dell’acciaieria: le manifestazioni d’interesse dovranno concretizzarsi entro l’8 novembre.

A Taranto sono cominciate le attività per fermare i tre altiforni dell’ex Ilva. Acciaierie d’Italia ha comunicato l’avvio delle operazioni alle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, precisando che la conclusione è prevista entro la fine della settimana.

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Le operazioni negli impianti

Lo spegnimento riguarda gli altiforni 1, 2 e 4, anche se al momento soltanto il numero 2 risultava operativo. Il numero 1 era inutilizzato da maggio dell’anno scorso, quando era stato sottoposto a sequestro dalla Procura dopo un incendio; il numero 4, invece, era fermo per lavori di manutenzione.

L’intervento interessa anche le cokerie. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno riferito che la ditta Liz Italia stava procedendo a disattivare i bruciatori necessari a mantenere preriscaldati i Cowpers dell’altoforno. L’attività, avviata nella mattinata di martedì 3 novembre, dovrebbe terminare entro questa settimana.

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La ripartenza della laminazione

Per l’area dedicata alla laminazione è stata programmata una riattivazione temporanea del Tna, il treno nastri. Secondo quanto comunicato dai sindacati, l’impianto resterà in funzione fino al 14 dicembre, quando verrà nuovamente fermato.

La stessa linea dovrebbe poi tornare operativa a gennaio e rimanere attiva per circa un mese. La ripresa riguarda quindi un periodo limitato, mentre negli altri reparti proseguono le attività legate allo spegnimento degli impianti indicati da Acciaierie d’Italia.

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