Treviso, l’Onu chiede lo stop agli sfratti di 12 famiglie
Il comitato delle Nazioni Unite propone una sospensione o alloggi alternativi per nuclei con figli minorenni coinvolti nelle procedure
Il Comitato dell’Onu per i diritti economici, sociali e culturali ha chiesto all’Italia di fermare gli sfratti riguardanti 12 famiglie con figli minorenni a Treviso, oppure di garantire loro abitazioni alternative adeguate.
GioiaPura
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Il ruolo del comitato Onu
Il Cescr è l’organismo delle Nazioni Unite incaricato di verificare il rispetto del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. È stato istituito nel 1985, ha sede a Ginevra e riunisce 18 esperti indipendenti, scelti per un mandato di quattro anni.
I componenti non rappresentano i governi dei rispettivi Paesi e non ricevono uno stipendio dall’Onu. Il comitato esamina i rapporti periodici degli Stati e valuta la tutela di diritti come salute, istruzione, lavoro, accesso all’acqua e disponibilità di un alloggio adeguato.
Una richiesta senza obbligo giuridico
Dal 2013 il Cescr può occuparsi anche di ricorsi individuali, quando lo Stato interessato ha accettato la sua competenza. Le sue indicazioni possono inoltre servire a chiarire l’interpretazione delle norme contenute nel Patto.
Nel caso trevigiano, tuttavia, il pronunciamento non ha carattere vincolante. La comunicazione è stata comunque inoltrata alle autorità che devono occuparsi dell’esecuzione degli sfratti.
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La vicenda degli alloggi
La segnalazione era stata presentata a settembre dall’associazione trevigiana Caminantes, impegnata da anni nell’assistenza alle persone colpite da provvedimenti di sgombero. L’organizzazione ha portato all’attenzione del comitato la situazione di alcune famiglie residenti in tre edifici alla periferia della città.
La vicenda riguarda il quartiere di via Pisa, dove da tempo diversi nuclei familiari sono coinvolti in procedimenti legati a un’operazione immobiliare. Nel corso degli ultimi anni i palazzi sono passati tra fondi e società del settore, mentre i contratti di locazione facevano capo a soggetti intermediari.
Le contestazioni sui contratti
Secondo i ricorrenti, le famiglie non avrebbero responsabilità rispetto alle morosità attribuite ai gestori dai proprietari degli immobili. Quelle contestazioni hanno però portato alle ingiunzioni di sfratto destinate ai residenti.
Le condotte degli intermediari che avevano la gestione dei contratti sono state ritenute poco trasparenti dai sostenitori della causa e sarebbero state esaminate anche nell’ambito di indagini giudiziarie. Il Cescr ha chiesto di valutare la sospensione delle procedure oppure l’assegnazione di soluzioni abitative idonee per i 12 nuclei coinvolti.
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