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Cronaca 1 min di lettura5 giorni fa

Torino, la telefonata della madre svela il delitto: corpo nei sacchi

La polizia ha trovato un uomo ucciso e smembrato in un appartamento di Madonna di Campagna, dopo la segnalazione della madre di uno dei ragazzi ascoltati dagli investigatori.

A far scattare l’intervento della polizia è stata la telefonata di una madre, preoccupata per ciò che avrebbe combinato il figlio. Quando gli agenti sono arrivati nell’abitazione, nel quartiere Madonna di Campagna, a nordovest di Torino, hanno trovato il giovane insieme alla donna e, poco dopo, il corpo di un uomo nascosto dentro alcuni sacchi della spazzatura.


La chiamata ha portato all’appartamento

La donna aveva contattato il 112 riferendo che il figlio poteva aver ferito qualcuno. Il ragazzo avrebbe quindi indicato agli investigatori il punto in cui si trovava il cadavere, permettendo agli agenti della squadra mobile di individuare rapidamente l’immobile.

All’interno non risultavano residenti, ma alcuni ragazzi erano presenti e sono stati accompagnati in questura per essere sentiti. La madre e il figlio sono stati invece trovati dalla polizia al momento dell’arrivo nell’abitazione.


Il corpo era nascosto tra i rifiuti

Il ritrovamento è avvenuto nella serata di giovedì 24 settembre. La vittima era stata fatta a pezzi e sistemata in diversi sacchi; nelle vicinanze, dentro un secchio, gli investigatori hanno recuperato anche alcuni coltelli.

Le prime verifiche indicano che l’uomo potrebbe essere stato colpito con un bastone e poi accoltellato. Nell’edificio, inoltre, i residenti avevano notato da giorni un odore particolarmente intenso: un elemento compatibile con l’ipotesi che la morte risalga a un periodo precedente al sopralluogo.


L’ipotesi investigativa resta aperta

La procura ha aperto un’indagine per omicidio. Secondo gli inquirenti, all’origine della vicenda potrebbe esserci un contesto legato alla droga, ma non è ancora chiaro quale episodio abbia fatto degenerare l’aggressione.

Gli accertamenti dovranno chiarire l’identità della vittima, la dinamica dell’uccisione e il ruolo delle persone portate in questura. Al momento, dunque, le responsabilità individuali e il movente non sono ancora definiti.

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