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Cronaca 1 min di lettura59 min fa

Garlasco, la prova che divide la difesa di Andrea Sempio

L’impronta 33 e il segno della suola sono al centro del confronto tra Procura e difesa, che ora dispone di 20 giorni per esaminare gli atti e presentare le proprie valutazioni.

Il confronto sul delitto di Chiara Poggi si sposta ancora una volta sul terreno degli elementi scientifici. La difesa di Andrea Sempio, unico indagato per omicidio pluriaggravato, prepara le proprie controdeduzioni mentre accusa e legali leggono in modo opposto le tracce raccolte sulla scena.


La difesa prepara le controdeduzioni

Gli avvocati di Sempio hanno 20 giorni per analizzare le nuove carte messe a disposizione e depositare consulenze e memorie. Il termine servirà a esaminare nel dettaglio le risultanze già valutate dagli inquirenti e a costruire la linea difensiva dell’indagato.

Il nodo principale riguarda l’interpretazione delle prove materiali. Proprio su questo punto si annuncia un confronto particolarmente acceso: le conclusioni sostenute dalla Procura vengono contestate dalla difesa, che si prepara a mettere in discussione la possibilità di collegare con certezza quelle tracce ad Andrea Sempio.


L’impronta 33 resta contesa

Tra gli elementi più discussi c’è l’impronta indicata con il numero 33. Si trova sul muro della scala che conduce alla cantina dell’abitazione, il luogo in cui il 13 agosto 2007 venne rinvenuto il corpo senza vita di Chiara Poggi.

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Secondo la Procura, il segno sarebbe riconducibile senza dubbi a Sempio. La difesa sostiene invece che l’impronta non presenti caratteristiche sufficienti per essere attribuita a una persona specifica, e quindi nemmeno all’unico indagato.


Anche la suola divide le parti

La contrapposizione riguarda anche l’impronta lasciata da una suola con disegno a pallini. La perizia dell’accusa la considera compatibile con il piede di Sempio e la inserisce così tra gli elementi utili a sostenere l’ipotesi investigativa.

I legali propongono però una lettura opposta, fondata soprattutto sulla misura della calzatura. A loro avviso, il segno sarebbe stato prodotto da una scarpa di numero 41 o 42, mentre Sempio porta il 44: una differenza che, secondo la difesa, renderebbe incompatibile l’attribuzione.

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