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Cronaca 2 min di letturaieri

Pietracatella, la svolta può arrivare dai computer sequestrati

Gli investigatori stanno esaminando posta elettronica, documenti e dischi rigidi acquisiti nello studio di Gianni Di Vita per ricostruire il duplice omicidio.

La possibile svolta nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella potrebbe nascondersi nei dati conservati sui computer di Gianni Di Vita. Gli specialisti del Servizio Centrale Operativo della Polizia stanno passando al setaccio messaggi, documenti e altri contenuti digitali per individuare elementi utili alle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Il lavoro degli investigatori è iniziato dopo la perquisizione dello studio professionale dell’uomo, commercialista, che nella stessa giornata è stato accompagnato per tre volte in Questura a Campobasso. Di Vita è il marito di Antonella Di Ielsi e il padre di Sara Di Vita, deceduta lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina.


I dati digitali al centro dell’indagine

Gli specialisti stanno analizzando il materiale informatico prelevato durante la perquisizione. L’esame riguarda i personal computer e i relativi dischi rigidi, dai quali potrebbero emergere contatti, file o altre informazioni capaci di fornire riscontri agli investigatori.

L’obiettivo è ricostruire eventuali collegamenti e individuare tracce che possano contribuire a chiarire le responsabilità per la morte delle due donne. La verifica, avviata da circa 24 ore, viene condotta insieme alla Squadra Mobile di Campobasso.


Proseguono anche gli esami biologici

Mentre il Servizio Centrale Operativo concentra l’attenzione sui dispositivi elettronici, l’Istituto Koch di Berlino ha ottenuto altri sei mesi per cercare possibili tracce biologiche. Gli accertamenti riguardano resti di cibo e indumenti, materiali che potrebbero conservare elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

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Le due linee investigative procedono quindi in parallelo: da una parte l’analisi dei computer sequestrati nello studio, dall’altra la ricerca di residui biologici. Entrambe puntano a raccogliere prove sul duplice omicidio e a definire chi possa essere responsabile della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.


La famiglia lontana dal Molise

Nel frattempo Alice, prima figlia della famiglia, ha lasciato il Molise. La giovane si è trasferita a Torino per frequentare l’università, mentre gli accertamenti degli investigatori proseguono tra Campobasso e i laboratori incaricati delle analisi.

L’inchiesta resta dunque concentrata sia sui contenuti digitali acquisiti dagli investigatori sia sui reperti sottoposti a esame biologico. Al momento, il materiale raccolto deve ancora essere valutato per stabilire se contenga riscontri decisivi.

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