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Cronaca 2 min di lettura48 min fa

IgG4-correlata, il rischio di non riconoscerla: parte la campagna

Amgen, Anmar e Apmarr lanciano un progetto per aumentare la conoscenza di una patologia rara, capace di assumere forme diverse e difficile da individuare.

Informazioni validate dagli specialisti e strumenti pensati per orientare pazienti e familiari sono disponibili nel portale malatiaigg4correlata.it. È una delle azioni previste da “Non M’IngG4nno”, iniziativa dedicata alla conoscenza della malattia IgG4-correlata e sostenuta da Amgen Italia insieme ad Anmar e Apmarr, con il patrocinio di Fir e Sir.


Una diagnosi che può sfuggire

La patologia interessa circa 5 persone ogni 100mila abitanti ed è stata descritta nella sua attuale connotazione clinica soltanto negli ultimi vent’anni. Il riferimento nel nome è legato all’immunoglobulina G4, la cui concentrazione nel sangue può risultare elevata, ma questo elemento non compare necessariamente in ogni caso.

Come ha spiegato Emiliana Benincasa, senior medical advisor di Amgen Italia, oggi non esiste un indicatore biologico capace di confermare rapidamente e con certezza la presenza della malattia. Per arrivare alla diagnosi occorrono quindi valutazione clinica accurata e attenzione alla varietà dei sintomi: il disturbo può interessare un solo organo oppure coinvolgerne più di uno, nello stesso momento o in fasi differenti della vita.


Il messaggio della campagna

L’obiettivo del progetto è rendere più riconoscibile una condizione ancora poco conosciuta e aiutare a comprendere le sue molteplici manifestazioni. Benincasa ha definito la malattia “la grande imitatrice”, proprio perché può assumere caratteristiche simili a quelle di altre patologie e rendere più complesso il percorso di identificazione.

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“Non M’IngG4nno” traduce questo tema in una rappresentazione visiva: durante l’evento, una figura dipinta sul corpo si confonde con l’ambiente circostante, richiamando la difficoltà di distinguere la malattia. I contenuti divulgativi, realizzati con il contributo di esperti e delle associazioni coinvolte, mirano a offrire spiegazioni accessibili ma fondate su evidenze scientifiche.


L’esordio a Milano

La campagna ha preso il via nel pomeriggio alle Colonne di San Lorenzo, a Milano, con una performance di pittura corporea. L’appuntamento ha trasformato in immagine il concetto di una patologia che può “nascondersi” dietro quadri clinici differenti.

Il progetto proseguirà attraverso il sito dedicato, dove sono stati raccolti materiali e risorse per approfondire la malattia. L’iniziativa punta così a rafforzare la consapevolezza non soltanto tra chi convive con la patologia, ma anche nell’ambito del riconoscimento dei suoi possibili segnali.

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