Torino, il mistero dell’appartamento: tre fermi per il corpo smembrato
La polizia indaga sulla morte di un 39enne ritrovato in un alloggio di via Gulli: ancora da chiarire luogo del delitto, movente e responsabilità.
Restano da stabilire sia il momento esatto della morte sia il luogo in cui l’uomo è stato aggredito. Gli investigatori devono infatti verificare se il 39enne sia stato ucciso nell’abitazione di via Gulli oppure se il cadavere sia arrivato lì in un secondo momento, già sottoposto a smembramento.
Il ruolo degli altri presenti
La posizione delle persone entrate nell’indagine è ancora al vaglio. Un 26enne avrebbe riferito di una colluttazione legata a un possibile furto o a una rapina, ma questa versione non ha ancora chiarito il movente né la dinamica dell’accaduto.
Nell’alloggio viveva una docente di 47 anni, originaria di Rieti e impiegata in un istituto di Cirié. Un residente ha raccontato di aver notato un frequente passaggio di persone, sia durante il giorno sia nelle ore serali; un’altra testimonianza ha descritto la donna in compagnia di visitatori diversi. Il via vai aveva anche suscitato lamentele nel condominio.
L’allarme partito da Mirafiori
La vicenda è emersa nella notte tra giovedì e venerdì 25 settembre, quando una donna ha contattato il 112 da un’abitazione di Mirafiori. Agli agenti avrebbe detto: «Venite, mio figlio ha fatto del male a uno». In casa c’era il figlio, 26 anni, che avrebbe indicato un secondo appartamento situato nella zona nord della città.
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Le pattuglie hanno quindi raggiunto uno stabile di via Gulli e bussato alla porta dell’alloggio al quarto piano. Ad aprire è stata la proprietaria, mentre dall’interno proveniva un odore molto intenso. Durante il controllo, gli agenti hanno trovato sacchi contenenti resti umani, oltre ad altri frammenti coperti da cemento a presa rapida e a diversi coltelli.
Tre persone sotto indagine
Sul posto sono intervenuti anche la Squadra mobile, la polizia scientifica e il medico legale. Il corpo è stato attribuito a un uomo di 39 anni; nel frattempo sono state eseguite perquisizioni in più abitazioni e alcune persone sono state accompagnate in questura per essere ascoltate.
Su indicazione della procura di Torino, tre persone sono state fermate. Per un uomo l’ipotesi contestata riguarda omicidio e soppressione di cadavere; due donne sono invece indagate per favoreggiamento e per il concorso nella soppressione del cadavere. Gli accertamenti, coordinati dalla pm Lea Lamonaca, proseguono per ricostruire i rapporti tra i coinvolti e definire con precisione quanto accaduto nell’appartamento.
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