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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Ricky Gianco, 83 anni senza nostalgia: l’ironia controcorrente

Nel suo libro il cantautore ripercorre una stagione irripetibile della musica italiana, tra amicizie celebri, Milano e il curioso no ai Beatles.

A 83 anni, quasi 84, Ricky Sanna — conosciuto dal pubblico come Ricky Gianco — guarda a una lunga carriera senza lasciarsi imprigionare dalla nostalgia. La sua storia attraversa sette decenni di musica e incontri con alcuni dei protagonisti più importanti della canzone italiana, raccontati oggi in un libro con il tono diretto e ironico che lo ha sempre contraddistinto.


L’ironia come forma di resistenza

Gianco si considera uno degli ultimi testimoni di un ambiente artistico ormai scomparso, ma rifiuta l’idea di trasformare il passato in un monumento malinconico. Per lui la nostalgia non appartiene alla musica rock: a prevalere è piuttosto il piacere di ricordare una vita ricca di esperienze.

Nel suo percorso, l’ironia ha avuto un ruolo decisivo. È stata una protezione e, insieme, un modo per mantenere uno sguardo libero anche davanti ai cambiamenti e alla perdita di molti compagni di strada.


Gli amici di una stagione irripetibile

Tra le persone a cui il cantautore dedica il racconto ci sono Gino Paoli, Ornella Vanoni, Luigi Tenco, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci. Gianco li ricorda come fratelli maggiori e come figure legate a un’epoca nella quale Milano rappresentava un punto d’incontro fondamentale per musicisti e artisti.

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Il libro diventa così anche la memoria di una rete di rapporti umani, oltre che professionali. Al centro non ci sono soltanto i successi, ma il mondo condiviso con personalità che hanno segnato la cultura musicale italiana.


Quel rifiuto ai Beatles

Tra gli episodi più curiosi della sua carriera c’è il rifiuto opposto ai Beatles. L’ex ragazzo del Clan, ancora giovane, scelse di non accettare la proposta legata al gruppo britannico: una decisione che oggi contribuisce a rendere ancora più singolare il suo percorso.

A distanza di tanti anni, Gianco continua dunque a raccontarsi senza atteggiarsi a divo. La sua vicenda personale resta legata a Milano, agli incontri con i grandi cantautori e a una scelta precisa: ricordare il passato, ma senza smettere di guardarlo con leggerezza.

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