Ricina a Pietracatella: dopo nove mesi la famiglia chiede verità
Luigi Di Ielsi, fratello e zio delle due donne morte, non considera convincente l’ipotesi dell’incidente e attende gli esiti dell’inchiesta.
Dopo nove mesi, il caso di Pietracatella resta avvolto dai dubbi. Luigi Di Ielsi, fratello di una delle vittime e zio dell’altra, chiede che venga chiarita la morte delle due donne, attribuita all’avvelenamento con ricina. «È difficile credere a un incidente», ha detto, spiegando di confidare ancora nelle risposte della Procura.
La famiglia aspetta risposte
Secondo Di Ielsi, l’ipotesi di una fatalità non riesce a spiegare quanto accaduto. La sua richiesta è rivolta agli investigatori: fare piena luce sulla vicenda e fornire alla famiglia gli elementi attesi da mesi.
Nel frattempo, Pietracatella continua a vivere il caso con apprensione. Il paese resta vicino a Gianni, rimasto solo, mentre attorno alla vicenda persistono interrogativi e sospetti.
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Due vite cambiate dal caso
Alice, dopo aver concluso gli esami di maturità, ha scelto di iscriversi a un’università del Nord Italia. La ragazza ha quindi lasciato il paese, allontanandosi dal clima pesante che, secondo il racconto, continua a segnare la comunità.
Gianni ha invece deciso di rientrare a Pietracatella. La casa indicata come possibile scena del crimine è ancora sottoposta a sequestro e, per questo, l’uomo si è trasferito in una nuova abitazione. Il testo disponibile si interrompe mentre descrive la sua nuova vita nel paese.
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