Torino, il lato oscuro del “Maestro”: accuse e denunce dal 2017
L’inchiesta ricostruisce un sistema fondato su presunte promesse di guarigione, isolamento, regole imposte agli adepti e abusi anche su minorenni.
Le accuse più gravi riguardano presunti abusi sessuali ai danni di adolescenti che, al momento dei fatti, avrebbero avuto 16 e 17 anni. È questo uno degli elementi dell’inchiesta che ha portato in carcere Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, ritenuto dagli investigatori la guida di una comunità pseudo-spirituale nel Torinese.
Malatesta si trova nel carcere Lorusso e Cutugno. A suo carico sono state ipotizzate, a vario titolo, la riduzione in schiavitù, i maltrattamenti in famiglia, la violenza sessuale aggravata e la truffa aggravata ai danni dello Stato.
Un’indagine nata da denunce ripetute
Gli accertamenti, coordinati dal sostituto procuratore di Torino Davide Pretti, sarebbero partiti da diverse segnalazioni presentate nel tempo. Le prime risalirebbero al 2017; alcune denunce, in seguito, sarebbero state ritirate, senza tuttavia interrompere il lavoro investigativo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe intercettato soprattutto persone che attraversavano momenti di fragilità o difficoltà. Alcuni presunti aderenti sarebbero stati avvicinati anche durante corsi di yoga aperti al pubblico.
Promesse di guarigione e vita separata
A Malatesta viene attribuita la promessa di poter ottenere guarigioni, comprese quelle relative a patologie oncologiche. Gli adepti, secondo gli investigatori, avrebbero poi vissuto in villette a schiera formalmente intestate a società che dagli accertamenti risulterebbero collegate indirettamente al cinquantanovenne.
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All’interno della comunità sarebbero state adottate regole e simboli riconoscibili: i membri portavano tuniche arancioni e avevano la testa rasata. Il sistema avrebbe inoltre previsto l’obbligo di rinunciare ai propri beni e, per alcune donne indicate come “monache” e “ancelle”, anche l’astensione dai rapporti con i compagni o i mariti, con un’eccezione riservata al presunto maestro.
Regole rigide e punizioni contestate
La disciplina descritta dagli investigatori non si sarebbe limitata alle rinunce personali. Tra le condotte contestate figurano anche presunte punizioni fisiche e l’obbligo, in determinati casi, di dormire sul pavimento.
Il quadro accusatorio comprende infine i presunti abusi sessuali su minorenni, che si aggiungono alle ipotesi di sfruttamento e maltrattamento già contestate a Malatesta. Gli accertamenti dovranno ora chiarire responsabilità e dinamiche interne alla comunità.
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