4.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Impronta e processo, Sempio: «Manca la prova vera

L’accusato per la morte di Chiara Poggi contesta il valore dell’elemento legato alla scarpa e attende le prossime mosse della Procura di Pavia.

Il punto centrale della difesa di Andrea Sempio è il valore dell’impronta di una scarpa rilevata sulla scena del crimine. Secondo l’uomo, la compatibilità tra il proprio piede e quella traccia non sarebbe sufficiente a sostenere l’accusa nel procedimento per la morte di Chiara Poggi.

Sempio ha parlato in un’intervista che sarà trasmessa questa sera da Quarto Grado, su Retequattro. Dell’intervento è stata diffusa un’anticipazione, mentre nei suoi confronti la Procura di Pavia starebbe valutando una richiesta di rinvio a giudizio.


Il nodo resta l’impronta della scarpa

Nel passaggio dedicato alla consulenza dei pubblici ministeri, Sempio ha ricordato di avere sempre calzato il numero 44. «Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi», ha detto, riferendosi alla propria misura e alla possibile corrispondenza con l’impronta esaminata dagli inquirenti.

Il 38enne ha distinto la semplice compatibilità da un collegamento diretto con il delitto. A suo giudizio, il quadro sarebbe stato diverso se nella sua abitazione fosse stata trovata una scarpa riconducibile a quella traccia e contaminata dal sangue di Chiara. In assenza di un elemento di questo tipo, sostiene, non ci sarebbe una prova concreta capace di legarlo all’omicidio.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Sempio mette in dubbio il processo

L’uomo ha anche commentato l’eventualità di dover affrontare un giudizio. La sua posizione è che, allo stato attuale, non emergano motivi sufficienti per trasformare l’inchiesta in un vero processo: «Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo».

Sempio ha comunque aggiunto che, qualora la Procura decidesse di procedere con la richiesta e il procedimento arrivasse davanti a un giudice, sarebbe pronto a sostenere il confronto nelle sedi previste. La sua dichiarazione arriva dunque mentre resta aperta la prospettiva di un rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi, senza che la decisione della Procura di Pavia sia stata indicata come già formalizzata.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere