Tir fermi, supermercati in affanno: cosa sta succedendo tra Napoli e Caserta
La protesta degli autotrasportatori contro carburante e costo della vita lascia senza rifornimenti diversi punti vendita, mentre restano attivi i presidi stradali
La mobilitazione degli autotrasportatori sta iniziando a farsi sentire anche nei supermercati tra Napoli e Caserta. In diversi punti vendita gli scaffali risultano meno riforniti, perché i blocchi stanno interrompendo i collegamenti con i depositi delle principali catene della grande distribuzione.
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Presidi confermati, cambia la protesta
I manifestanti hanno mantenuto i punti di presidio vicino ai caselli di Nola, lungo l’A30 Caserta-Salerno, e sulla A1 Milano-Napoli. Le iniziative riguardano anche le uscite di Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello, oltre alle aree interportuali di Nola e Maddaloni-Marcianise.
La protesta si è estesa anche all’asse mediano tra Acerra e Afragola. Rispetto alla giornata precedente, tuttavia, è stata accantonata la circolazione a passo d’uomo dei camion in autostrada, una modalità che aveva provocato forti rallentamenti nelle prime ore del giorno.
La distribuzione è il punto critico
Le difficoltà maggiori riguardano i supermercati che ricevono la merce dai centri logistici situati nelle zone industriali del Casertano, soprattutto tra Carinaro e Teverola. In questi depositi le attività sono ferme a causa della protesta e il blocco delle partenze sta riducendo progressivamente le consegne ai negozi.
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Una parte della rete commerciale riesce invece a contenere gli effetti della situazione. I minimarket e i piccoli negozi di alimentari, riforniti anche da produttori del territorio, stanno compensando almeno in parte le mancanze registrate nella grande distribuzione.
Attesa per il confronto a Milano
La vertenza nasce dalle contestazioni contro l’aumento del prezzo dei carburanti e il rincaro generale del costo della vita. Per le 15 di oggi è previsto a Milano un incontro tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e i rappresentanti degli autotrasportatori.
Il confronto potrebbe indicare i prossimi sviluppi della mobilitazione, che per ora continua con i presidi fissi nelle principali aree di passaggio tra le province di Napoli e Caserta. Nel frattempo, il rallentamento della logistica si riflette soprattutto sulla disponibilità dei prodotti nei supermercati.
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