Superbonus, ad Ascoli 120 famiglie intrappolate: il caso esplode
Sei palazzine sono ancora circondate dai ponteggi e il Comune segnala oltre 300 persone coinvolte in situazioni analoghe legate ai cantieri incompiuti.
La vicenda di Ascoli coinvolgerebbe non soltanto gli abitanti di sei palazzine, ma oltre 300 persone che, secondo il sindaco Marco Fioravanti, vivono problemi simili. Il primo cittadino ha definito la normativa sul superbonus “scritta male” e applicata “in malo modo”, accusando il sistema di aver lasciato numerose famiglie senza soluzioni.
Il Comune senza strumenti per intervenire
L’amministrazione comunale ha convocato un tavolo con polizia locale, vigili del fuoco e Azienda sanitaria territoriale. La questione è stata inoltre sottoposta all’attenzione della prefettura, viste le possibili conseguenze sulla sicurezza e sulle condizioni igienico-sanitarie degli abitanti.
Fioravanti sostiene però che il municipio non possa utilizzare risorse pubbliche per completare un intervento all’interno di una proprietà privata. “Abbiamo le mani legate”, ha spiegato, precisando che non si tratta di danni provocati dal maltempo o da una calamità, bensì dell’abbandono di un cantiere riconducibile a un’impresa privata.
Ponteggi e disagi per 120 famiglie
Nel complesso di via Arrigo Boito, nel quartiere Porta Cappuccina, circa 120 nuclei familiari convivono da più di un anno con lavori mai conclusi. Le impalcature impediscono di utilizzare normalmente finestre e balconi, limitando l’aerazione degli appartamenti e la possibilità di affacciarsi all’esterno.
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Il sindaco ha descritto una condizione particolarmente pesante per persone che hanno impiegato una vita per acquistare la propria abitazione. “È una vergogna”, ha dichiarato, aggiungendo che gli abitanti si sentono di fatto chiusi dentro casa e che la permanenza delle strutture potrebbe creare anche un problema di salute pubblica.
Un cantiere da 14 milioni rimasto fermo
L’intervento aveva un valore stimato in circa 14 milioni di euro ed era stato avviato sfruttando gli incentivi del superbonus 110%. Il programma comprendeva il rivestimento isolante degli edifici, la sostituzione degli infissi, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la realizzazione di una nuova centrale termica.
L’impresa incaricata avrebbe interrotto le attività prima della certificazione del primo stato di avanzamento dei lavori, lasciando il complesso nello stato attuale. Le ragioni precise dello stop non sono state chiarite; in altri cantieri legati al superbonus, situazioni analoghe sono state associate alla difficoltà delle aziende di trasformare in liquidità i crediti fiscali e di recuperare le somme già anticipate.
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