Strage Andria-Corato, verdetto definitivo: restano le due condanne
La Suprema Corte ha chiuso il procedimento sulla tragedia del 12 luglio 2016, confermando sia le pene per due ferrovieri sia le assoluzioni della società e dei suoi dirigenti.
Ventitré persone morirono e altre 51 rimasero ferite nella tragedia avvenuta il 12 luglio 2016 sulla linea ferroviaria a binario unico tra Andria e Corato. Ora la Cassazione ha reso definitive le due condanne, mentre resta confermata l’assoluzione di Ferrotramviaria e dei suoi due dirigenti.
La Cassazione chiude il caso
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal procuratore generale, che chiedeva di annullare la decisione favorevole alla società ferroviaria e ai suoi responsabili. Il procedimento si è quindi concluso senza modifiche rispetto alla sentenza impugnata.
Sono state mantenute le assoluzioni di Ferrotramviaria, dell’allora direttore generale Massimo Nitti e del direttore di esercizio Michele Ronchi. Per loro non cambia dunque l’esito stabilito nei precedenti gradi di giudizio.
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Confermate le responsabilità individuali
La Suprema Corte ha invece lasciato in vigore la pena inflitta a Vito Piccarreta, capostazione di Andria, condannato a 6 anni e 3 mesi. Confermata anche la sentenza nei confronti di Nicola Lorizzo, capotreno, che dovrà scontare 6 anni e 9 mesi.
L’incidente si verificò lungo la tratta a binario unico Andria-Corato e provocò 23 vittime, oltre a 51 feriti. Con la decisione della Cassazione diventano definitive le condanne dei due ferrovieri, mentre società e dirigenti restano assolti.
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