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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Strage di Andria, la Cassazione decide: pene confermate e assoluzioni

Restano definitive le condanne per il capostazione e il capotreno, mentre vengono confermate le assoluzioni degli ex dirigenti di Ferrotramviaria e della società

«Sono scandalizzato che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti vadano a ricadere solo su un capotreno e un capostazione senza considerare la gestione della sicurezza». Con queste parole il sostituto procuratore generale della Cassazione Ferdinando Lignola aveva contestato l’esito del processo, chiedendo un nuovo giudizio d’appello per gli imputati assolti.

La Quarta sezione penale della Suprema Corte non ha però accolto la richiesta dell’accusa e ha mantenuto in vigore la decisione dei giudici baresi. Il pronunciamento rende così irrevocabili sia le pene inflitte ai due operatori ferroviari sia le assoluzioni stabilite nei confronti degli ex dirigenti e dell’azienda.


Il nodo delle responsabilità resta aperto

Vito Piccarreta, capostazione di Andria, dovrà scontare sei anni e tre mesi di carcere. Nicola Lorizzo, che era alla guida del convoglio partito da Andria verso Corato, è stato invece condannato a sei anni e nove mesi.

La Procura generale di Bari aveva impugnato le assoluzioni di Massimo Nitti, Michele Ronchi e Ferrotramviaria, sollecitando un nuovo passaggio in appello. In sede di requisitoria, Lignola aveva sostenuto che il processo non avesse adeguatamente valutato l’organizzazione e la gestione della sicurezza ferroviaria.

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Una tragedia con 81 tra morti e feriti

L’incidente avvenne nel luglio 2016 lungo la tratta tra Andria e Corato. Due convogli si scontrarono causando la morte di 23 persone e il ferimento di altre 58, in una delle più gravi sciagure ferroviarie mai avvenute in Italia.

La sentenza ora definitiva era stata pronunciata dalla Corte d’Appello di Bari nel settembre 2025. Con la conferma della Cassazione, il quadro giudiziario si chiude con due condanne personali e con l’assoluzione degli ex vertici di Ferrotramviaria e della stessa società.

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