Sicurezza sul lavoro, la svolta passa dalla cultura: la proposta Confsal
Angelo Raffaele Margiotta chiede di trasformare norme e principi in formazione, controlli efficaci e responsabilità condivise.
L’ingresso della sicurezza sul lavoro nei programmi di educazione civica, previsto dalla legge n. 21/2025, rappresenta per la Confsal un riconoscimento importante. Ora, secondo il segretario generale Angelo Raffaele Margiotta, quel passaggio deve diventare formazione concreta, già prima dell’ingresso nel mondo professionale, per preparare “i lavoratori e gli imprenditori di domani”.
La proposta era stata inserita dalla Confsal nel Decalogo della sicurezza del 2023. L’obiettivo indicato dal sindacato è radicare fin dai percorsi scolastici una consapevolezza capace di orientare le scelte quotidiane e non soltanto di accompagnare gli adempimenti previsti dalla legge.
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La prevenzione deve diventare condivisa
Per Margiotta, la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alle prescrizioni normative. Serve invece un cambiamento di mentalità che coinvolga istituzioni, aziende, organizzazioni sindacali, lavoratori e realtà impegnate nella formazione, trasformando i valori dichiarati in responsabilità verificabili e condotte coerenti.
Il segretario generale ha espresso questa posizione durante la terza edizione degli Stati generali della salute e della sicurezza sul lavoro. L’appuntamento, promosso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Chiara Gribaudo, si è svolto nella Sala della Regina di Montecitorio.
Più controlli contro la frammentazione
Tra le richieste rilanciate dalla Confsal figura l’assunzione di almeno 10.000 ispettori tecnici. Margiotta ha inoltre proposto di concentrare in un unico polo le attività di vigilanza, così da ridurre la dispersione delle competenze e rendere più incisivi gli interventi di prevenzione.
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La necessità di destinare risorse adeguate ai controlli è legata anche al peso umano ed economico degli incidenti. Nonostante l’Italia disponga di un impianto legislativo considerato avanzato, a partire dal D.Lgs. 81/2008, il numero di decessi e infortuni continua a rimanere drammatico.
Dalle richieste alle tutele concrete
Nel suo intervento Margiotta ha richiamato anche il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva. In questo quadro si colloca la proposta della Confsal per garantire ai preposti alla sicurezza una copertura assicurativa e un’indennità compresa tra il 5 e il 10%, calibrata sul grado di rischio dei diversi settori.
La partecipazione diretta dei lavoratori è stata indicata come un altro elemento essenziale. I modelli organizzativi dedicati alla sicurezza dovrebbero affiancare il documento di valutazione dei rischi, inserendo la prevenzione nella gestione ordinaria delle attività e non limitandola alla produzione di documenti.
Secondo il segretario generale, il rispetto delle regole deve essere accompagnato da un impegno morale fondato su principi comuni. Il punto critico, infatti, resta la distanza tra ciò che viene affermato e le decisioni adottate concretamente: senza coerenza tra i due piani, anche il quadro normativo più articolato non è sufficiente.
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