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Cronaca 2 min di lettura22 min fa

Gabbianello cambia volto: la svolta per l’oasi di Bilancino

Un investimento di oltre 2 milioni di euro ha permesso di recuperare le zone umide, migliorare l’acqua e rendere il nuovo percorso fruibile anche a ciechi e ipovedenti.

L’Oasi di Gabbianello, sulle rive del Lago di Bilancino nel Mugello, torna al centro di un progetto di recupero dopo anni segnati dalla siccità e dall’accumulo di sedimenti nei suoi laghetti. L’intervento ha restituito funzionalità a un’area protetta di grande valore naturalistico e ha introdotto nuovi strumenti per la visita e l’educazione ambientale.

La riqualificazione è stata sostenuta da Acqua Panna, marchio del Gruppo Sanpellegrino, con risorse superiori ai 2 milioni di euro. Tra i risultati figurano l’ampliamento del 28% delle zone umide, una gestione più efficace delle risorse idriche e la realizzazione di un itinerario accessibile anche alle persone cieche e ipovedenti.

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Un recupero reso necessario dalla siccità

L’oasi è nata nei primi anni Duemila insieme al Lago di Bilancino ed è riconosciuta come area protetta. Nel corso del tempo, tuttavia, la riduzione delle precipitazioni e il deposito dei sedimenti avevano compromesso i piccoli bacini, rendendo necessario un intervento strutturale per ripristinarne il ruolo a favore della biodiversità.

Secondo Sara Di Maio, sindaca di Barberino di Mugello, il progetto ha consentito di “rigenerare e riqualificare un’oasi di grande rilevanza naturalistica”. La prima cittadina ha definito l’iniziativa “fondamentale” per il territorio, sottolineando che il recupero era indispensabile per permettere all’area di tornare a funzionare pienamente come ambiente dedicato alla tutela della biodiversità.

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Acqua, ricerca e accessibilità

Il piano non si è concentrato soltanto sull’estensione degli habitat umidi. Le opere hanno riguardato anche il governo delle risorse idriche e la creazione di un percorso educativo pensato per ampliare la partecipazione, includendo visitatori con disabilità visive.

Di Maio ha inoltre evidenziato il valore della collaborazione che ha riunito il Gruppo Sanpellegrino, il settore privato e gli enti di ricerca. Per la sindaca, questa sinergia rappresenta uno degli elementi più significativi dell’intervento, oltre al risultato concreto raggiunto con il recupero dell’oasi.

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