Sicurezza, lo scontro esplode: Meloni convoca il vertice, Renzi attacca
Dopo le violenze a Milano, il governo valuta nuove misure anche per i minorenni mentre la maggioranza discute tempi e contenuti di un possibile decreto.
Matteo Renzi accusa Giorgia Meloni e Matteo Piantedosi di non aver saputo prevenire le violenze esplose a Milano e chiede un cambio al Viminale. Il leader di Italia Viva separa il tema delle proteste sociali dalla criminalità urbana e sostiene che il problema non sia l’assenza di nuove norme, ma la mancata applicazione di quelle già in vigore.
Nelle file della maggioranza, intanto, qualcuno considera con cinismo anche il possibile effetto elettorale della crisi: l’ondata di disordini, osserva una fonte, potrebbe persino tradursi in “un paio di punti nei sondaggi”.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Renzi alza il livello dello scontro
Nella sua enews, Renzi ha descritto gli episodi milanesi come atti di delinquenza senza giustificazioni, citando gli attacchi contro i mezzi dei carabinieri, gli agenti feriti e i negozi danneggiati. Secondo l’ex presidente del Consiglio, questi fatti non possono essere ricondotti al caro vita e richiedono una risposta condivisa da tutte le forze politiche e dalla società civile.
Il leader di Italia Viva ha ricordato anche la reazione del governo guidato da lui nel maggio 2015, quando i black bloc colpirono Milano durante il primo giorno dell’Expo. A suo giudizio, l’esecutivo attuale dovrebbe assumersi la responsabilità della gestione dell’ordine pubblico invece di attribuire colpe alle opposizioni. Renzi ha inoltre distinto la violenza milanese dalle proteste meridionali legate all’aumento di carburanti, inflazione e rate dei mutui, denunciando una grave emergenza sociale che, sostiene, il governo non starebbe affrontando.
Il governo valuta la stretta
La premier Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi una riunione dedicata alla sicurezza dopo i nuovi episodi di violenza nel capoluogo lombardo. Sul tavolo ci saranno le informazioni raccolte dall’Intelligence, la gestione delle manifestazioni e le possibili risposte contro chi trasforma iniziative legittime in occasioni di disordine. Meloni ha parlato della necessità di “ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”.
Tra le ipotesi circola un intervento specifico sui minorenni, sul modello del decreto Caivano, ma ogni iniziativa dovrebbe tenere conto del confronto con il Quirinale. Forza Italia ha anche proposto di riunire il Consiglio dei ministri a Milano, così da offrire un segnale concreto di presenza dello Stato e di sostegno ai residenti e ai commercianti colpiti. L’idea, tuttavia, non è ancora stata definita dai vertici dell’esecutivo.
Al vertice sono attesi, in presenza o da remoto, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto, Alfredo Mantovano, i responsabili dell’Intelligence e i vertici delle forze dell’ordine. Piantedosi ha già riunito il capo della Polizia e i dirigenti del Viminale per esaminare quanto accaduto a Milano.
Le proposte sul tavolo
Salvini spinge per trasferire in un decreto alcune misure già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal governo a metà luglio e ora all’esame del Senato. Tra le norme indicate figurano l’estensione ai minorenni del fermo preventivo, la procedibilità d’ufficio per le lesioni a pubblico ufficiale e pene fino a 5 anni, oltre a una multa fino a 15mila euro, per i danneggiamenti commessi in gruppo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il progetto prevede inoltre il divieto di aggregazione per chi prende parte a violenze collettive, il nuovo reato di danneggiamento di gruppo e la possibilità di procedere con l’arresto differito. Salvini intende sostenere a Milano anche una “norma anti-maranza”, insieme a vincoli sulla cittadinanza per chi commette reati gravi e a maggiori margini operativi per le forze dell’ordine nell’impiego di idranti e dispositivi elettrici.
Tra le altre richieste del leader della Lega ci sono una cauzione a carico degli organizzatori delle manifestazioni e il rafforzamento di Strade sicure. Il suo obiettivo politico resta anche il ritorno al ministero dell’Interno: Claudio Borghi lo ha definito una condizione preliminare per qualsiasi futuro governo.
Fratelli d’Italia ha invece invitato le opposizioni a sottoscrivere una proposta nata dopo gli scontri No Tav in Val Susa. Il testo punta ad applicare il reato di associazione per delinquere anche a gruppi che, occasionalmente o attraverso la rete, si organizzano per trasformare i cortei in azioni di guerriglia urbana.
Forza Italia, riunita da Tajani dopo una giornata tesa, ha chiesto più personale per le forze di sicurezza e un potenziamento di Strade sicure. Gli azzurri vogliono inoltre accelerare le norme sulla responsabilità dei ragazzi tra 14 e 17 anni e rendere più agevole l’arresto dei minorenni nei casi di devastazione e saccheggio.
Manovra e tempi della decisione
La riunione sulla sicurezza dovrebbe incrociarsi con quella dedicata alla manovra economica, alla quale parteciperanno Meloni, Giorgetti e gli altri leader della maggioranza. Il confronto finanziario è previsto nel pomeriggio o in serata, mentre l’agenda della giornata resta soggetta agli impegni del vertice sull’ordine pubblico.
Al momento, fonti dell’esecutivo escludono che siano già pronte bozze di decreto. Le proposte potrebbero però essere esaminate a Palazzo Chigi e, qualora prevalesse la linea del provvedimento urgente, il testo potrebbe arrivare al Consiglio dei ministri atteso venerdì.
Nel governo sono in corso anche valutazioni sulla conduzione dell’ordine pubblico e non mancano malumori per quanto avvenuto a Milano. La discussione dovrà quindi tenere insieme la risposta normativa, l’impiego delle forze di sicurezza e la gestione politica delle proteste, senza escludere un confronto più ampio sull’emergenza sociale denunciata dall’opposizione.
Continua a leggere
Milano, lo scontro dopo i saccheggi: Meloni convoca il vertice
Dopo due giorni di violenze nel centro, oltre 200 giovani sono stati fermati e il governo valuta nuove misure per l’ordine pubblico
Milano, i blitz non si fermano: 160 in Questura e vertice urgente
Nuova ondata di saccheggi nel centro della città, con una maggioranza di minorenni tra le persone fermate e uno scontro politico sulla sicurezza.
Dopo la guerriglia a Milano, il nodo sono i minori: cosa valuta il governo
Giorgia Meloni riunisce ministri, forze dell’ordine e servizi segreti per esaminare i disordini e le possibili nuove misure sulla sicurezza
Milano, il piano dei saccheggi passa dalle chat
Messaggi e coordinamento online al centro della ricostruzione delle azioni dei saccheggiatori durante gli episodi di guerriglia in città.