Milano, i blitz non si fermano: 160 in Questura e vertice urgente
Nuova ondata di saccheggi nel centro della città, con una maggioranza di minorenni tra le persone fermate e uno scontro politico sulla sicurezza.
Il dato che fotografa meglio la nuova giornata di tensione a Milano è quello delle 160 persone accompagnate in Questura entro le 19: circa l’80% era minorenne. Molti erano già stati identificati il giorno precedente, ma ciò non ha impedito il ritorno di gruppi di giovanissimi nel centro cittadino.
Le violenze si sono concentrate tra piazza Duomo, via Torino, Cordusio e corso Garibaldi. Vetrine infrante, negozi saccheggiati e lanci di oggetti hanno spinto le forze dell’ordine a utilizzare lacrimogeni e idranti; la Galleria è stata chiusa e l’accesso al Duomo è terminato in anticipo.
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La seconda giornata parte dai social
I ragazzi si erano dati appuntamento attraverso i social, spesso vestiti di nero e con il cappuccio della felpa alzato. Già nel primo pomeriggio una cinquantina di persone era stata portata negli uffici di polizia per l’identificazione, nel tentativo di prevenire nuovi episodi.
La misura non ha però evitato altri assalti. In via Torino sono state scagliate sedie, tavolini e transenne contro le vetrine di Footlocker, Champions e Carrefour, dove alcuni giovani sarebbero entrati per prendere merce. Colpiti anche Under Armour, Levis, Decathlon e diversi esercizi commerciali e locali di corso Garibaldi.
I gruppi hanno agito con incursioni rapide, alternando i danneggiamenti alla fuga. In alcuni momenti gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e getti d’acqua: soltanto il giorno precedente, a Milano, erano stati utilizzati 484 lacrimogeni.
Sala e Piantedosi si accusano
La nuova escalation ha riacceso il confronto sulla presenza delle forze dell’ordine. Il sindaco Giuseppe Sala ha escluso di voler attaccare il questore, con cui collabora quotidianamente, ma ha ribadito la propria preoccupazione: «L'impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l'ho».
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha respinto l’ipotesi di una carenza di uomini e ha accusato il sindaco di un atteggiamento «radical chic». Ignazio La Russa ha definito inesistente il problema degli organici e si è detto «senza parole», mentre Riccardo Magi, di + Europa, ha chiesto al titolare del Viminale di riferire in Parlamento.
Meloni prepara il vertice nazionale
Dopo gli episodi registrati anche a Torino e Bologna, Giorgia Meloni ha convocato una riunione dedicata all’ordine pubblico. Secondo la stima di Confcommercio, i danni provocati il giorno precedente nelle diverse città italiane hanno superato il mezzo milione di euro.
Nel bilancio nazionale di quella giornata risultano 197 persone identificate e accompagnate negli uffici di polizia, 28 arresti — tra cui 12 minorenni e 6 cittadini stranieri — e 43 denunce. Il nuovo appuntamento milanese ha rafforzato la percezione di un apparato colto impreparato davanti alla mobilitazione.
Sul piano politico, Elly Schlein ha sostenuto la possibilità di una manifestazione su caro vita e salari proposta da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, distinguendo le proteste pacifiche dalle azioni violente. Giuseppe Conte ha seguito la stessa linea, condannando gli atti di violenza ma chiedendo al governo di non ignorare il disagio economico e sociale di famiglie, giovani, adulti e imprese.
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