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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Sicurezza, la stretta del governo: 500 militari a Milano e pene fino a 12 anni

Il decreto introduce nuove fattispecie penali per le proteste violente, amplia i poteri preventivi e prevede sanzioni anche per i genitori dei minori coinvolti.

Milano avrà 500 militari aggiuntivi fino al 31 dicembre, con un costo previsto di 4,7 milioni di euro. Il contingente sarà impiegato nei servizi di controllo del territorio e di tutela dell'ordine pubblico, mentre il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un piano operativo dopo la riunione del Comitato provinciale per la sicurezza prevista in città.

Piantedosi ha spiegato che i militari saranno messi a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per rafforzare la presenza sul territorio. Il ministro ha inoltre indicato la possibilità di un impiego più dinamico rispetto alle modalità consuete: “E' quello il contesto in cui si vedrà la modalità d'impiego di queste risorse e si valuterà se possano essere dotate di qualche funzione innovativa rispetto all'impiego tradizionale, che possa essere una maggiore dinamicità”.

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Minori, genitori e divieti preventivi

Il provvedimento coinvolge anche i minorenni. Per i genitori di ragazzi responsabili di violenze durante manifestazioni sono previste sanzioni da 500 a 1.000 euro, applicabili anche quando il figlio non sia imputabile; in caso di reiterazione, l'importo potrà raddoppiare.

Il questore potrà inoltre vietare a un minorenne di partecipare a raduni quando almeno cinque persone, riunite in uno spazio pubblico o aperto al pubblico, assumano atteggiamenti intimidatori. Il divieto potrà riguardare anche fasce orarie stabilite in anticipo e persone già coinvolte, nei cinque anni precedenti, in condotte dannose per individui o beni oppure sottoposte a misure di prevenzione.

La disciplina interviene anche sulla responsabilità penale degli adolescenti. Per chi ha più di 14 anni viene considerata presunta la capacità di intendere e di volere: l'imputabilità non dipenderà più da una verifica separata riferita al momento del fatto. Il fermo preventivo viene poi esteso a chi mette a rischio la sicurezza in luoghi molto affollati, con applicazione ai minori soltanto dai 16 anni in su.


Proteste violente, pene più severe

Il testo introduce il reato di “Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Rientrano nella nuova fattispecie le condotte tenute durante una protesta con bastoni, mazze o oggetti lanciati contro altre persone, quando ne derivi un pericolo per la loro incolumità: la pena prevista va da due a cinque anni di carcere, accompagnata da una multa fino a 20mila euro.

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La sanzione potrà aumentare se gli autori agiscono a volto coperto oppure provocano danni a infrastrutture o servizi di pubblica utilità. È punita anche la promozione o l'organizzazione di gruppi destinati a realizzare manifestazioni violente, pure attraverso strumenti informatici o telematici: in questo caso la reclusione può arrivare a 12 anni.


Arresti e tutela degli agenti

Tra le disposizioni figura l'ampliamento dell'arresto in flagranza differita. La stessa possibilità viene prevista per alcune ipotesi di danneggiamento commesse durante le manifestazioni, mentre il danneggiamento realizzato da un gruppo organizzato diventa un comportamento aggravato.

Le lesioni personali lievi o lievissime ai danni di un ufficiale o di un agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza saranno perseguibili d'ufficio. In questo modo l'avvio del procedimento non dipenderà dalla querela della persona offesa.

Il decreto consente anche di rafforzare temporaneamente gli organici della magistratura quando disordini di ordine pubblico producano molti arresti in flagranza. L'obiettivo è permettere ai tribunali di completare nei termini di legge le procedure per la convalida degli arresti.

Il provvedimento, composto da otto articoli, nasce dopo i saccheggi registrati a Milano e gli episodi di tensione verificatisi in diverse città. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sulla sicurezza, che concentra in un unico testo le nuove fattispecie penali, gli strumenti di prevenzione e il rafforzamento dei dispositivi sul territorio.

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