Siciliano si ferma: la corsa a Milano salta dopo gli attacchi
L’ex procuratrice aggiunta, che aveva lavorato anche sull’indagine urbanistica con Beppe Sala, rinuncia alla candidatura per il 2027 e parla di falsità e insinuazioni.
La sua presenza nella lista civica per Milano 2027 è sfumata dopo settimane di polemiche. Tiziana Siciliano ha scelto di fare un passo indietro, spiegando che a pesare sono stati attacchi «a base di falsità e insinuazioni» arrivati subito dopo la disponibilità a correre alle comunali.
Il dietrofront dopo le polemiche
L’ex magistrata ha raccontato a Open di aver messo in conto una campagna elettorale aspra, ma non un clima alimentato, a suo dire, da accuse legate al passato in procura. La decisione è maturata ora, dopo una riflessione resa necessaria proprio da quelle contestazioni.
Siciliano, in pensione dalla fine dello scorso anno, aveva annunciato l’ingresso nella lista civica promossa da Massimiliano Lisa, Milano Libera, che resta invece in campo. La sua candidatura aveva acceso il confronto politico fin dall’inizio dell’estate.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dal caso Sala alle grandi inchieste
Il nome di Siciliano è legato anche al filone dell’urbanistica milanese: da procuratrice aggiunta coordinava il pool che nel 2025 iscrisse Beppe Sala nel registro degli indagati nell’ambito della maxi-inchiesta. Prima di lasciare la magistratura aveva seguito anche altre vicende molto note, tra cui il caso Ruby, la clinica Santa Rita, il disastro ferroviario di Pioltello del 2018, il procedimento su Marco Cappato per il caso Dj Fabo e l’incendio della Rsa Casa per coniugi.
Nel motivare l’addio alla corsa elettorale, ha detto di non voler trascinare l’istituzione di cui ha fatto parte per 40 anni in «malsane polemiche». Ha aggiunto di voler proteggere anche il lavoro dei colleghi della Procura, che a suo avviso hanno operato con serietà e impegno, da ogni possibile strumentalizzazione.
Continua a leggere
Michelle Masullo fuori dal Gf Vip: scintille tra Marina La Rosa e Alex Belli
La puntata del 28 settembre ha consegnato il primo verdetto dell’edizione e acceso il confronto tra alcuni concorrenti, tra accuse, tensioni e rapporti sempre più fragili.
Cairo, Tajani ridimensiona il verdetto: il Paese non è stato giudicato
Il vicepremier richiama il fatto che il procedimento è ancora al primo grado e riguarda soltanto tre persone, non l’intero Stato egiziano.
Regeni, dopo quasi 11 anni la giustizia trova la sua risposta
Nel palazzo di giustizia di Roma Sergio Colaiocco porta con sé il peso di un’indagine lunga e il significato di una sentenza che richiama lo Stato di diritto.
Regeni, la svolta a Roma: tre condanne e un agente assolto
La Corte d’Assise riconosce il sequestro di Giulio Regeni da parte di tre uomini della sicurezza egiziana, ma non l’omicidio.