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Cronaca 1 min di lettura34 min fa

Shalabayeva, la Cassazione può cancellare la condanna a Cortese

Il procuratore generale sollecita l’annullamento della pena inflitta al prefetto per il caso del 2013: ora spetta alla Suprema Corte pronunciarsi.

Il caso Shalabayeva torna davanti alla Cassazione con una richiesta destinata a riaprire il confronto sulla responsabilità di Renato Cortese. Il procuratore generale ha infatti chiesto di annullare la condanna inflitta al prefetto per il sequestro della moglie e della figlia dell’ex ministro kazako.

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La richiesta riapre il caso

La Corte è chiamata a esaminare il quarto verdetto pronunciato finora sulla vicenda. Il parere della procura generale non equivale ancora a una decisione: l’ultima parola spetterà ai giudici della Cassazione.

Al centro dell’udienza c’è dunque la sentenza che ha riconosciuto la responsabilità di Cortese, oggi direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato. L’accusa ha sollecitato la cancellazione di quel risultato giudiziario.

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La pena inflitta a Cortese

Il prefetto era stato condannato a quattro anni di reclusione per il sequestro avvenuto nel 2013. La vicenda riguardava la moglie e la figlia dell’ex ministro del Kazakistan.

Il procedimento è arrivato così al suo quarto passaggio giudiziario. La pronuncia attesa dalla Cassazione dovrà stabilire se confermare la condanna oppure accogliere la richiesta del procuratore generale di annullarla.

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