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Cronaca 2 min di lettura47 min fa

Sei anni di violenze, poi la fuga al cimitero: marito in carcere

La donna, privata di telefono, documenti e occhiali, è riuscita a scappare e a chiedere aiuto dopo ore di segregazione nella casa coniugale

Si è nascosta tra le tombe del cimitero di Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola, dopo essere riuscita a sottrarsi a ore di violenze e segregazione. La donna, fuggita in ciabatte e senza documenti né occhiali, è stata notata da un passante che ha chiamato il 112. Il marito, 57 anni, è stato rinchiuso nel carcere di Verbania.

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La fuga dopo ore di paura

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio del 14 ottobre, al termine di un litigio scoppiato nell’abitazione della coppia. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la discussione si è trasformata in un’aggressione: l’uomo avrebbe sottratto alla moglie il telefono, rotto i suoi occhiali e fatto sparire scarpe e documenti per impedirle di uscire o chiedere soccorso.

Dopo essere rimasta per ore nella casa, la donna ha approfittato di un momento di distrazione per raggiungere l’uscita. È corsa fino al camposanto di Omegna, dove ha cercato riparo tra le tombe. Un’ambulanza del 118 l’ha poi trasferita all’ospedale di Verbania per gli accertamenti e le cure necessarie.


Il racconto di sei anni di abusi

Ai militari della stazione di Omegna la donna non ha descritto soltanto quanto accaduto quel pomeriggio. Ha riferito di un lungo periodo, durato sei anni, segnato da maltrattamenti, umiliazioni e aggressioni fisiche. Le violenze, secondo il suo racconto, si sarebbero intensificate anche nei giorni precedenti, senza che in passato fossero mai state presentate denunce.

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Mentre la moglie veniva assistita in ospedale, il 57enne si sarebbe accorto della fuga e avrebbe cercato di capire dove fosse, arrivando a telefonare alla struttura sanitaria. Nel frattempo i carabinieri hanno avviato le ricerche e lo hanno individuato in breve tempo, mentre tentava di nascondersi nell’abitazione di un parente.


Il giudice convalida la misura

L’uomo è accusato di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La misura cautelare in carcere è stata convalidata dal giudice, che ha disposto per il 57enne la permanenza nella casa circondariale di Verbania.

Le indagini dovranno ora chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare le accuse relative sia all’aggressione del 14 ottobre sia agli episodi denunciati dalla donna durante l’ascolto con gli investigatori.

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