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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Sempio e il caso Garlasco: «La mia vita è ferma

Intervistato da Bruno Vespa, l’indagato per la morte di Chiara Poggi ha parlato della pressione mediatica, delle prove contestate e del rischio di finire a processo.

Andrea Sempio descrive una quotidianità ormai dominata dall’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi. Le telecamere sotto casa, le notizie diffuse senza sosta e l’ipotesi di un processo lo hanno portato, racconta, a vivere quasi esclusivamente tra la propria abitazione, lo studio del legale e gli incontri con i consulenti.

Ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, il 39enne ha spiegato di temere soprattutto l’eventualità di dover affrontare tutti i gradi di giudizio. Sul delitto avvenuto il 13 agosto 2007, però, sostiene che gli elementi raccolti possano essere chiariti in sede giudiziaria.


La pressione mediatica non si ferma

Sempio ha raccontato che il caso di Garlasco occupa ormai ogni spazio dell’informazione, dalla televisione ai social network. A suo dire, davanti alla casa di famiglia restano inoltre giornalisti per gran parte della giornata, una presenza che rende difficile condurre una vita normale.

«Oggi non sto vivendo», ha detto durante l’intervista, spiegando che le sue giornate trascorrono chiuso in camera, con l’avvocato oppure in viaggio per incontrare gli esperti incaricati della difesa. La conclusione delle indagini ha aumentato l’incertezza sulla possibilità di un rinvio a giudizio.


Le contestazioni sulle prove

Uno dei punti affrontati è stato quello dell’impronta indicata come “numero 33”, individuata su una parete della villetta dove Chiara Poggi venne uccisa. Sempio ritiene che non possa essere assegnata né a lui né, allo stato attuale, a un’altra persona. Ha inoltre sottolineato che la consulenza più recente non avrebbe dimostrato la presenza di sangue: secondo la sua ricostruzione, non sarebbe possibile escluderla, ma mancherebbe una certezza.

L’indagato ha poi parlato della misura delle calzature. A fronte dell’ipotesi di una scarpa numero 42, ha affermato di aver sempre utilizzato il 44 e di non essere riuscito a indossare un paio della misura più piccola durante una prova effettuata dalla difesa.

Quanto alla traccia genetica rinvenuta sotto le unghie della vittima, Sempio ha richiamato le conclusioni della perizia Albani. La definisce una traccia mista, deteriorata e non replicata, sulla quale sarebbero emersi risultati diversi nelle varie analisi. Per questo, a suo giudizio, il capitolo del Dna non offrirebbe più elementi utili all’accusa.

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Il processo resta il suo timore

Sempio ha dichiarato di considerare spiegabili i diversi aspetti dell’indagine, pur riconoscendo la complessità del materiale che dovrebbe essere esaminato. Il suo obiettivo è arrivare a chiarire la posizione già nell’udienza preliminare, evitando un dibattimento completo.

«Spero di non dover affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi», ha affermato. La sicurezza che prova su alcuni elementi, ha aggiunto, non basterebbe però a eliminare il timore di doverli dimostrare davanti a un giudice e della possibile custodia in carcere. Ha detto di cercare di non immaginare questa eventualità.

Parlando di Alberto Stasi, già condannato per l’omicidio, Sempio ha invece sostenuto che la sentenza sia corretta. Non lo convincono, in particolare, alcuni passaggi delle ricostruzioni che puntano a sostenere l’innocenza di Stasi.


I rapporti con Chiara e i video

Nel corso della trasmissione Sempio ha ridimensionato anche l’ipotesi di un rapporto particolare con Chiara Poggi. Ha riferito di aver parlato con lei soltanto due volte e ha osservato che eventuali anomalie durante quelle telefonate sarebbero probabilmente state raccontate al fidanzato, al fratello o agli altri familiari.

Secondo Sempio, non ci sarebbe nessuno in grado di confermare che lui avesse parlato di Chiara o che la ragazza avesse parlato di lui. Ha infine negato di aver mai visto i presunti filmati intimi emersi nel dibattito pubblico, sostenendo di averne appreso l’esistenza soltanto dai mezzi di informazione.

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