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Cronaca 3 min di lettura59 min fa

Scuole al freddo, studenti in piazza: la rabbia di Parigi

Elwann dà voce a una generazione che chiede più fondi, edifici sicuri e la fine di Parcoursup, mentre il corteo parigino viene segnato dagli scontri finali.

A Parigi la protesta degli studenti è partita dalle condizioni degli istituti e dalle difficoltà quotidiane, ma si è conclusa tra lacrimogeni, vandalismi e lanci di oggetti contro la polizia. Al centro della mobilitazione c’è Elwann, liceale del Lycée Jacques Decour diventato uno dei volti più riconoscibili della contestazione, che denuncia scuole prive di risorse, edifici deteriorati e un sistema di orientamento accusato di lasciare il futuro dei ragazzi nelle mani di un algoritmo.


Elwann e la scuola da riparare

Il giovane, spesso intervistato e rilanciato sui social, chiede nuove assunzioni, maggiori finanziamenti e il superamento di Parcoursup. Tra le richieste figura anche il recupero delle strutture scolastiche, considerate inadatte a garantire condizioni dignitose per lo studio.

Il Lycée Jacques Decour si trova in avenue Trudaine, in una zona elegante del nono arrondissement ai piedi di Montmartre, ma da anni è circondato da una grande rete protettiva per scongiurare il distacco di parti dell’edificio. Elwann sostiene che in diversi istituti della periferia manchino persino i fondi per il riscaldamento invernale e aggiunge che, nella sua scuola, non tutti i termosifoni funzionano.

Il ragazzo ha sottolineato anche la necessità di isolare il tetto, così da rendere più sopportabili le temperature estive. «Questi dovrebbero essere requisiti minimi per studiare in buone condizioni», ha affermato parlando delle carenze degli edifici. Dopo il corteo, il liceale è stato criticato soprattutto da ambienti di destra per l’abbraccio in piazza con Jean-Luc Mélenchon, leader di France Insoumise e candidato alle presidenziali del 2027.


Il corteo cambia tono nel finale

La manifestazione, terzo appuntamento della mobilitazione studentesca, ha preso il via poco dopo le 14 da Place de la République e si è diretta verso Place de la Nation. La distanza percorsa è stata di 3,3 km, sotto il sole di una giornata autunnale insolitamente mite. Sulla statua della Marianne repubblicana era stato appeso uno striscione con la scritta: «Licei trascurati, gioventù sacrificata».

L’organizzazione sindacale Cgt aveva schierato centinaia di volontari con la casacca rossa per mantenere ordinato il corteo, mentre le forze dell’ordine avevano predisposto numerosi mezzi e agenti in assetto antisommossa. Anche alcuni genitori hanno seguito i figli, preoccupati per il rischio di incidenti. Adeline, che ha preso un giorno libero per accompagnare il proprio figlio liceale, ha detto: «Le immagini che abbiamo visto sono un disastro per la democrazia. Oggi temo più che mio figlio possa essere esposto alla violenza della polizia che a quella di un vandalo».

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Nella parte conclusiva della sfilata, alcuni gruppi incappucciati hanno lanciato pietre, oggetti e coni stradali contro gli agenti, scandendo lo slogan «Tutti odiano la polizia». La risposta è arrivata con gas lacrimogeni e granate assordanti. Un ragazzo con una ferita alla testa è stato assistito dai soccorritori presenti lungo il percorso.


Dalle richieste ai danni in strada

La tensione ha finito per oscurare le rivendicazioni iniziali degli studenti, riassunte negli slogan contro la precarietà e a favore dell’istruzione. Tra i messaggi comparsi in piazza ce n’era anche uno rivolto alle forze dell’ordine: «Lacrimogeni agli stupratori, non ai minori».

In serata, sul Boulevard Voltaire, gli ingressi di alcune banche e di due o tre negozi risultavano imbrattati o danneggiati. Molti commercianti avevano già protetto le vetrine con pannelli di legno, una misura diventata ricorrente a Parigi in occasione delle manifestazioni.

Durante gli incidenti, Bally Bagayoko, sindaco di Saint-Denis esponente di France Insoumise, è stato fatto uscire dalla folla dopo un probabile malore. Mélenchon, invece, aveva partecipato al corteo rivolgendosi ai ragazzi e cantando con loro la Marsigliese.

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