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Cronaca 2 min di lettura1 ott

Sei giorni senza contatti: la battaglia per riportare a casa i tre bambini

Dopo l’allontanamento disposto a Lanciano, la difesa di Pietro Loffredo e Giovanna Orta chiede una nuova verifica e il rientro dei figli con eventuale sostegno domiciliare.

La separazione dura da settembre e, secondo i legali, i tre bambini avrebbero trascorso sei giorni senza poter parlare con i genitori. Per loro, di 3, 4 e 7 anni, la difesa di Pietro Loffredo e Giovanna Orta chiede ora un ritorno a casa, mentre il Tribunale per i minorenni dell’Aquila valuta il ricorso presentato dalla coppia.


La difesa contesta l’allontanamento

I piccoli sono stati prelevati il 17 settembre dall’abitazione di contrada Iconicella, a Lanciano, e accompagnati in una casa-famiglia. Il primo incontro diretto con mamma e papà, stando a quanto riferito dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, si sarebbe tenuto soltanto il 27 settembre.

L’intervento delle autorità è seguito a un sopralluogo eseguito il 10 settembre. In quell’occasione sarebbero emersi problemi igienico-sanitari e una situazione di disordine nell’alloggio. La difesa, tuttavia, considera sproporzionata la misura e sostiene che le difficoltà avrebbero potuto essere affrontate attraverso l’assistenza dei servizi sociali, controlli successivi e indicazioni precise alla famiglia.


Un ritorno con aiuti e verifiche

Nel ricorso, gli avvocati chiedono che vengano esaminate le condizioni attuali della casa e del nucleo familiare. Tra le alternative indicate figura anche un percorso educativo a domicilio, accompagnato dagli interventi e dalle verifiche ritenuti necessari.

La difesa richiama inoltre le valutazioni della curatrice speciale. Quest’ultima avrebbe riconosciuto il rapporto affettivo tra i bambini e i genitori, descrivendo come sereno e collaborativo uno degli incontri e prendendo in considerazione la possibilità di un sostegno educativo direttamente nell’abitazione.

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L’appello alle istituzioni

Angelo Pisani ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo che venga chiarito quale rischio concreto impedisca il rientro dei minori. «Per un bambino, ogni giorno senza mamma e papà pesa. Il suo dolore non segue il calendario della burocrazia», ha affermato il legale.

L’avvocato ha precisato di non voler mettere in discussione l’autonomia della magistratura, ma ha sollecitato una valutazione tempestiva dell’interesse dei tre fratelli. Secondo la difesa, se non esiste un pericolo attuale tale da rendere indispensabile la separazione, la permanenza fuori casa dovrebbe cessare.


Una famiglia già segnata dal dolore

La vicenda si inserisce in una storia familiare drammatica. Pietro Loffredo è il padre di Fortuna, la bambina di 6 anni che nel giugno 2014 subì una violenza sessuale e venne poi gettata dall’ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano.

Circa un anno fa Loffredo, insieme alla moglie e ai tre figli, si era trasferito nel Lancianese per ricominciare. Ora la famiglia attende il pronunciamento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila: la richiesta dei genitori è che i bambini possano tornare nella loro abitazione, con un eventuale accompagnamento dei servizi competenti.

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