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Cronaca 1 min di lettura24 set

Scuola, la bozza inserisce un nuovo intervento sui genitori che non imparano l’italiano

Se le difficoltà linguistiche di uno studente sono gravi, il testo prevede sostegno alla famiglia, corsi gratuiti per i genitori e, nei casi estremi, l’allontanamento del minore.

La bozza del provvedimento sul limite del 30% di alunni stranieri nelle classi introduce un passaggio delicato: quando le barriere linguistiche diventano persistenti, la scuola dovrà attivare i servizi sociali. Se il nucleo familiare non collabora, il testo ipotizza anche il collocamento del minore al di fuori della famiglia.

Il meccanismo nasce per i casi in cui le difficoltà di lingua del ragazzo siano tali da ostacolare il percorso scolastico. In parallelo, il documento prevede corsi gratuiti di italiano destinati ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale.


L’obbligo di segnalazione della scuola

Secondo la bozza, l’istituto deve intervenire quando le barriere linguistiche risultano continue e finiscono per frenare l’integrazione a scuola. In queste situazioni la segnalazione ai servizi sociali diventa il passaggio previsto dal testo.

L’obiettivo indicato è quello di non lasciare solo il minore con un problema che coinvolge anche il contesto familiare. Il provvedimento punta quindi a un supporto rivolto all’intero nucleo, almeno nella fase iniziale.

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Corsi gratuiti e conseguenze più dure

Per i genitori vengono messi in campo corsi gratuiti di lingua italiana, pensati come strumento di accompagnamento nei casi più complessi. Il testo lega questa misura alle situazioni in cui l’inserimento dello studente sia reso difficile da ostacoli linguistici persistenti.

Se però la famiglia non rispetta quanto previsto, la bozza richiama la possibilità del collocamento fuori dalla famiglia, secondo il riferimento all’articolo 1, comma 2, della legge 19 luglio 1991, n. 21. È il passaggio più severo contenuto nel documento, che affianca al sostegno anche una misura estrema nel caso di mancata osservanza.

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