Sanità privata, la proposta di Conte: un prelievo contro le attese
Il leader del M5s propone un fondo alimentato dalle strutture private per sostenere il servizio pubblico e interviene anche sul confronto nel centrosinistra e sulla guerra in Ucraina.
Un contributo imposto al comparto privato per finanziare la sanità pubblica e intervenire sul problema delle liste d’attesa: è la proposta rilanciata da Giuseppe Conte durante un’intervista a “L’Aria che tira”, su La7. Il leader del M5s ha spiegato che il progetto è in fase di presentazione in Parlamento, mentre il governo ha già approvato un provvedimento definito dallo stesso ex premier un intervento di portata limitata.
Il fondo per accorciare le attese
Secondo Conte, il sistema attuale sta creando uno squilibrio: le difficoltà della sanità pubblica spingerebbero sempre più pazienti verso cliniche e strutture private. Da qui l’idea di destinare una parte delle risorse generate dal settore privato a un fondo specifico, con l’obiettivo di rafforzare il servizio pubblico.
Alla domanda del conduttore David Parenzo sulla necessità di coinvolgere economicamente la sanità privata, Conte ha risposto: «Assolutamente». Il meccanismo, ha chiarito, consisterebbe in un prelievo a carico delle strutture private e nell’impiego di quelle somme per ridurre i tempi di accesso alle prestazioni pubbliche.
L’ex presidente del Consiglio ha confermato che si tratterebbe, a tutti gli effetti, di una tassazione del comparto. «Vogliamo creare un fondo perequativo», ha detto, sostenendo che le risorse dovrebbero tornare al sistema pubblico attraverso uno strumento definito e con una destinazione precisa. Il progetto, ha aggiunto, è pronto per essere depositato alle Camere.
Il centrosinistra cerca una linea comune
Sul fronte delle alleanze, Conte ha descritto come ancora incompleto il percorso del campo progressista. Il Movimento 5 Stelle, ha spiegato, dispone già di una propria impostazione politica e attende il momento del confronto con il Partito democratico e con gli altri possibili alleati.
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Il leader pentastellato ha ricordato che il Pd deve prima affrontare alcuni appuntamenti interni, tra cui l’assemblea nazionale. Solo in seguito, secondo Conte, potrà partire un dialogo più organico per mettere a confronto programmi e idee sul futuro del Paese, nel rispetto dei tempi delle diverse forze politiche.
Sull’Ucraina resta il dissenso
Conte ha poi ribadito la sua posizione sull’invio di armi a Kiev. Ha ricordato che, durante il governo guidato da Mario Draghi, il Movimento aveva sostenuto quella scelta dopo una valutazione definita difficile e sofferta, motivandola con la necessità di evitare uno squilibrio sul campo.
Oggi, però, l’ex premier considera profondamente cambiato il quadro. Dopo quattro anni di conflitto, ha osservato, l’escalation militare si è estesa senza un limite evidente: i combattimenti coinvolgono aree urbane e capitali, da Mosca a Kiev. La sua conclusione è netta: «Stiamo rotolando nella guerra».
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