Espulsione sospesa a Ravenna: il caso del 57enne condannato
Il cittadino marocchino, destinatario di un provvedimento di espulsione, non è ancora stato rimpatriato dopo il rifiuto degli accertamenti sanitari per l’ingresso nel Cpr.
A Ravenna resta irrisolta la posizione di un cittadino marocchino di 57 anni, irregolare in Italia e già raggiunto da un decreto di espulsione. Il rimpatrio non è ancora avvenuto e la vicenda sta alimentando apprensione, soprattutto tra i familiari della giovane coinvolta nel procedimento giudiziario.
Il rimpatrio resta ancora fermo
L’uomo avrebbe dovuto sottoporsi agli accertamenti sanitari necessari per essere trasferito in un Centro di permanenza per il rimpatrio. Tuttavia, il suo rifiuto di effettuare le visite ha impedito, almeno per il momento, l’ingresso nella struttura e il successivo allontanamento dall’Italia.
La mancata esecuzione dell’espulsione mantiene aperta una situazione che preoccupa la comunità ravennate. Nel quartiere e tra i cittadini, in particolare tra i genitori della ragazza, il clima viene descritto come teso.
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La condanna per violenza sessuale
Sul 57enne pesa anche una condanna per violenza sessuale ai danni di una ragazza di 20 anni con disturbo dello spettro autistico. I fatti risalgono al 2024 e rappresentano il contesto più delicato della vicenda.
La giovane e la sua famiglia vivono con preoccupazione il mancato rimpatrio dell’uomo. La sua posizione resta quindi al centro dell’attenzione sia per il decreto di espulsione già emesso sia per gli effetti della condanna legata all’episodio avvenuto lo scorso anno.
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