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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Val di Susa, il “monaco” e il guru: accuse pesanti nella psico-setta

Secondo gli investigatori, Giulio G., l’unico uomo oltre a Bruno Malatesta all’interno del gruppo di Almese, sarebbe stato convinto che i suoi disturbi fisici dipendessero da una delle sue vite precedenti.

Secondo gli investigatori, Giulio G., l’unico uomo oltre a Bruno Malatesta all’interno del gruppo di Almese, sarebbe stato convinto che i suoi disturbi fisici dipendessero da una delle sue vite precedenti. Un’idea che, nelle carte dell’inchiesta, viene collegata al rapporto di soggezione costruito dal presunto guru.

Giulio G. è indagato insieme a Malatesta per un episodio di violenza sessuale ai danni di una donna. A suo carico figurano inoltre le ipotesi di truffa e di esercizio abusivo della professione di psicologo.


Il “monaco” tra accuse e manipolazione

Il rapporto tra i due uomini sarebbe stato segnato dalla forte influenza esercitata dal leader della comunità. Le spiegazioni fornite da Malatesta sui problemi di salute di Giulio G. rientrerebbero, secondo la procura di Torino, nei meccanismi di condizionamento adottati all’interno della psico-setta.

Nello stesso fascicolo, però, emergono anche le posizioni di Paola V. e Chiara L. Le due donne risultano indagate a piede libero per concorso nella riduzione in schiavitù delle adepte, pur essendo descritte dagli inquirenti come persone a loro volta sottoposte al controllo del “maestro”.


Le collaboratrici al servizio del guru

Le due aiutanti avrebbero dovuto mostrarsi sempre disponibili e rispettose verso Malatesta. Tra i compiti attribuiti loro figurano la cura della persona del capo, l’accompagnamento in automobile e il servizio durante i pasti; in alcune occasioni, inoltre, avrebbero dormito ai piedi del suo letto.

Il loro ruolo non si sarebbe limitato alle mansioni quotidiane. Le donne sarebbero state coinvolte anche nel reperimento di nuove adepte, una funzione che avrebbe garantito loro una posizione distinta rispetto alle altre seguaci, senza però sottrarle alla subordinazione imposta dal leader.

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Pulizie, paura e notti senza sonno

Secondo la ricostruzione investigativa, Paola V. e Chiara L. dovevano occuparsi anche dell’igiene dell’abitazione e degli ambienti condivisi dalla comunità. Quando Malatesta riteneva che il lavoro non fosse stato svolto bene, avrebbe reagito con rabbia e imposto di ricominciare da capo.

In quelle circostanze, le due donne sarebbero state costrette a proseguire le pulizie per tutta la notte. Gli inquirenti ritengono che il controllo su di loro passasse anche dalla paura e dal senso di colpa, strumenti che il presunto guru avrebbe utilizzato per mantenerle obbedienti.


Vittime e indagate nello stesso fascicolo

Le carte della procura delineano quindi una situazione ambivalente: Paola V. e Chiara L. sono accusate di avere contribuito alla soggezione delle adepte, ma vengono contemporaneamente rappresentate come persone manipolate e sfruttate da Malatesta.

La loro posizione, così come quella di Giulio G., dovrà essere valutata nel corso dell’inchiesta. Al centro restano le accuse rivolte al gruppo della Val di Susa e il presunto sistema di controllo costruito attorno al capo della comunità.

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