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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Ricina, il verdetto da Berlino slitta di altri 30 giorni

Gli esperti del Robert Koch Institut hanno ottenuto più tempo per completare l’esame dei reperti sequestrati a Pietracatella, mentre la Procura di Larino prosegue gli accertamenti.

Per il momento non arriveranno risposte definitive sulla presenza della ricina nei reperti raccolti nell’abitazione dei Di Vita, a Pietracatella. Gli specialisti tedeschi incaricati delle analisi hanno chiesto un ulteriore mese per terminare il lavoro e predisporre la relazione conclusiva.


Gli esami tedeschi richiedono altro tempo

Il Robert Koch Institut dovrà quindi consegnare i risultati tra circa trenta giorni in più rispetto alle attese iniziali. La proroga riguarda il materiale sequestrato nella casa e serve agli esperti per completare le verifiche di laboratorio.

Fino alla trasmissione del rapporto non sarà possibile disporre del quadro tecnico definitivo sugli elementi analizzati. L’attesa resta così legata agli accertamenti condotti in Germania.

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La Procura mantiene aperta l’indagine

Nel frattempo, la Procura di Larino continua a lavorare sul procedimento relativo alla morte di Antonella di Ielsi e della figlia Sara. L’ipotesi investigativa è quella del duplice omicidio premeditato.

L’allungamento dei tempi per la relazione non interrompe dunque l’inchiesta giudiziaria. Gli accertamenti proseguono mentre gli investigatori attendono il documento finale degli specialisti tedeschi.

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