San Giovanni Rotondo, 38 posti a rischio: l’appello al Papa
La fondazione San Pio da Pietrelcina ha avviato una procedura collettiva che coinvolge sacristi, addetti all’accoglienza e personale del servizio d’ordine.
A San Giovanni Rotondo la vertenza sul futuro di 38 lavoratori è arrivata fino a papa Leone XIV. Una rappresentanza dei sacristi della fondazione San Pio da Pietrelcina ha scritto al pontefice chiedendo sostegno, mentre i sindacati sollecitano un confronto urgente sulla procedura avviata dall’ente.
Il caso affidato a papa Leone XIV
La lettera porta la data del 1° ottobre e riguarda dipendenti impegnati da anni nell’accoglienza dei pellegrini, nel servizio d’ordine e nella gestione quotidiana degli spazi legati al culto di San Pio. A sottoscriverla non è stata l’intera platea dei lavoratori coinvolti, ma una loro rappresentanza.
Nel messaggio, i sacristi hanno espresso la preoccupazione per il possibile licenziamento e si sono rivolti direttamente al pontefice: «Non le chiediamo una promessa. Le chiediamo una parola. Ci affidiamo a lei in un momento di grande apprensione. Le chiediamo di aiutarci a non perdere la speranza».
Meno pellegrini e costi più elevati
La fondazione ha collegato la decisione a due fattori: l’incremento della spesa per il personale, legato al rinnovo del contratto nazionale dei sacristi per il periodo 2026-2029, e quella che l’ente definisce una possibile diminuzione dei flussi di pellegrini.
Il ridimensionamento si inserisce in un contesto economico già difficile per le attività della zona. Diversi negozi di viale Padre Pio hanno abbassato le serrande, in un’area dove una parte delle entrate collegate al santuario deriva dalle offerte e dalla vendita di articoli religiosi e ricordi devozionali.
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Tra i frati presenti a San Giovanni Rotondo c’è anche padre Fedele Conte, 92 anni, zio di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Il religioso ha sintetizzato così il cambiamento in corso: «Qui i sacristi non lavorano più: ora ci sono le suore». Da tempo, infatti, le religiose hanno iniziato a svolgere attività precedentemente affidate ai dipendenti retribuiti.
La protesta dei sindacati
Filcams e Fisascat Cisl di Foggia hanno definito inattesa l’apertura della procedura e chiesto alla fondazione un incontro immediato per esaminare la situazione. Le organizzazioni hanno inoltre annunciato la possibilità di ricorrere a iniziative sindacali e mobilitazioni a tutela dell’occupazione.
La comunicazione formale è stata inviata il 24 settembre 2026, in tarda serata. Il provvedimento interessa 38 persone su un organico complessivo di 89 lavoratori impiegati nei servizi essenziali per il funzionamento del santuario. I rappresentanti territoriali Pierluigi Di Stasio e Antonio Farino hanno manifestato la loro netta opposizione all’iniziativa della fondazione San Pio da Pietrelcina.
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