Sanità e welfare, la Lum crea una cabina di regia nazionale
Il nuovo Osservatorio dell’Università Lum unirà dati, ricerca e programmazione per sostenere le decisioni pubbliche nei servizi sanitari e sociali.
Dati condivisi e ricerca applicata diventano il punto di partenza per ripensare l’organizzazione dei servizi e rispondere con maggiore precisione ai bisogni dei cittadini. È questa la logica che sostiene il nuovo Osservatorio delle Politiche Sanitarie e Sociali dell’Università Lum, pensato come una piattaforma stabile per leggere i cambiamenti della salute, dell’assistenza e delle emergenze.
A guidare il progetto scientificamente sarà Francesco Albergo, professore associato di Economia Aziendale al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Lum ed esperto del Consiglio Superiore di Sanità. L’iniziativa riunisce competenze provenienti dalle istituzioni, dalla ricerca, dalla sanità pubblica e privata e dalle organizzazioni professionali.
Una rete ampia per decidere meglio
Il Comitato scientifico è presieduto da Vasco Giannotti, presidente della Fondazione Gutenberg e fondatore del Forum Risk Management in Sanità. Ne fanno parte Antonio Novelli, direttore della Struttura Complessa di Laboratorio di Genetica Medica dell’Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e Claudio D’Amario, già direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.
Nel gruppo siedono anche Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FnomCeO); Grazia Guida, presidente Aforp; Michele Vietti, presidente dell’Associazione Coordinamento Ospedalità Privata (Acop) e presidente nazionale Confsalute; Rosella Squicciarini, direttore sanitario dell’ASL Bari e presidente Puglia Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto.
Completano il comitato Stefano Lorusso, direttore generale del Ministero della Salute per l’Area Risorse Umane e Bilancio; Stefano Moriconi, già capo della Segreteria Tecnica del Ministro e direttore dell’ufficio di supporto alle funzioni del Consiglio Superiore di Sanità; Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; Vito Montanaro, direttore del Dipartimento della Salute della Regione Puglia.
Quattro fronti per la salute
L’Osservatorio analizzerà i dati provenienti da fonti differenti, li integrerà e li interpreterà per offrire alle istituzioni nazionali e regionali basi concrete per le proprie scelte. L’attività comprenderà anche la verifica dei risultati ottenuti dalle politiche pubbliche e private nei comparti della sanità e dell’assistenza sociale.
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Il primo ambito riguarderà ospedali e servizi territoriali, con studi sulle reti ospedaliere, sui Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (Pdta), sull’appropriatezza delle cure, sulle liste d’attesa e sulle tecnologie biomedicali. Saranno inoltre esaminati i costi delle prestazioni, la sicurezza dei pazienti e il raccordo tra strutture ospedaliere e territorio.
Una seconda area sarà dedicata all’assistenza sociale locale, osservando fenomeni come l’evoluzione demografica, la povertà, le condizioni delle famiglie e dei minori, la disabilità, la non autosufficienza e le patologie croniche. Gli altri due filoni riguarderanno invece la sanità militare, le missioni e le grandi catastrofi, compresi gli scenari Nbcr e la continuità dei servizi durante le crisi, oltre alla medicina d’emergenza e critica, dal sistema 118 ai Pronto Soccorso.
Dalle fragilità alle emergenze
La nascita dell’Osservatorio risponde a un quadro segnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle cronicità, da nuove forme di vulnerabilità e dalla trasformazione dei modelli assistenziali. A questi elementi si aggiunge la complessità crescente delle emergenze, che rende necessario collegare analisi, programmazione e capacità operativa.
L’obiettivo è superare una lettura separata dei bisogni e mettere in relazione sanità, servizi sociali, scuola e mondo del lavoro. Il sistema dovrà individuare con anticipo le necessità emergenti e tradurre le informazioni in risposte concrete, modelli organizzativi e progetti sperimentali.
L’Osservatorio nasce così come struttura permanente per il governo, il monitoraggio e il sostegno alle decisioni. La sua istituzione all’Università Lum punta a costruire un quadro unico di conoscenze capace di seguire la persona nella normalità, durante una malattia cronica o una condizione di fragilità, fino alle situazioni straordinarie di crisi.
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