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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Roma, il gesto del 14enne che ha fermato l’aggressione: premiato dal ministro

Giuseppe Valditara ha consegnato una medaglia al merito allo studente che il 18 settembre aveva disarmato il compagno dopo l’attacco alla docente.

Un intervento rapido ha impedito che l’aggressione a una professoressa avesse conseguenze ancora più gravi. Per questo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha riconosciuto il coraggio di uno studente di 14 anni, originario del Congo, protagonista dell’episodio avvenuto a Roma.


Il riconoscimento dopo l’aggressione

La cerimonia si è svolta nella sede del Ministero, dove Giuseppe Valditara ha consegnato al ragazzo una medaglia al merito. Il ministro ha definito il suo comportamento un esempio significativo per gli altri giovani.

“Siamo orgogliosi di te. Hai compiuto un gesto molto nobile, che ti fa onore e che rappresenta un esempio per tanti giovani”, ha detto Valditara durante la consegna. Il ministro ha aggiunto che azioni di questo tipo meritano di essere raccontate per il loro valore educativo.


Quel gesto decisivo in classe

L’episodio risale al 18 settembre e si è verificato nella scuola media Giovanni Verga, nel quartiere Centocelle. La docente Isabella Marsilio era stata aggredita da un compagno tredicenne, che prima le aveva spruzzato contro una sostanza urticante e poi l’aveva colpita con un coltello.

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In quel momento il quattordicenne è intervenuto per fermare l’aggressore e impedirgli di proseguire. Proprio per questa reazione, Valditara ha spiegato che la medaglia intende valorizzare non soltanto il coraggio, ma anche la sensibilità dimostrata verso un’altra persona.


I valori indicati dal ministro

Secondo il titolare dell’Istruzione, l’azione dello studente rientra tra quelle capaci di trasmettere ai ragazzi il senso della responsabilità e dell’aiuto reciproco. Il riconoscimento si inserisce nella scelta di premiare giovani distintisi per coraggio, generosità e attenzione agli altri.

“Coraggio e solidarietà sono valori fondamentali”, ha concluso Valditara, collegando il comportamento del ragazzo all’idea di una scuola fondata sul rispetto, sull’empatia e su relazioni corrette.

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