Ricina, le ricerche online riaprono il caso: tre piste sotto esame
Gli investigatori analizzano i computer di quattro scuole molisane e seguono i legami tra tre persone vicine alla famiglia delle vittime.
Le domande pubblicate su Reddit sulla ricina potrebbero rappresentare uno degli elementi decisivi per ricostruire la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Un profilo anonimo, collegato a un’area compatibile con la provincia di Campobasso, avrebbe cercato informazioni sulla preparazione e sulla capacità letale della sostanza prima della tragedia.
Le tracce digitali portano nelle scuole
Per questo gli inquirenti hanno acquisito i computer presenti in quattro istituti del Molise. L’obiettivo è verificare chi possa aver utilizzato quei dispositivi e se dai collegamenti siano emersi elementi utili all’inchiesta.
Le ricerche sarebbero iniziate nell’agosto 2025, con l’autore che si sarebbe presentato come uno scrittore. Tra le domande pubblicate figurava anche questa: «Se il mio personaggio uccidesse con i semi di ricino schiacciati?». L’account, rimasto inattivo nei giorni vicini alla morte delle due donne, sarebbe tornato attivo il 5 gennaio, dieci giorni dopo i decessi, chiedendo quanto a lungo la ricina potesse lasciare tracce e se queste fossero individuabili durante un’autopsia.
Tre persone nel mirino della procura
L’attenzione della procura si concentrerebbe su Monia, descritta come una persona molto vicina a Gianni Di Vita, sul marito di lei, Michele, e su una parente dello stesso Gianni, probabilmente una cugina. I tre avrebbero collegamenti con gli istituti nei quali sono stati esaminati i dispositivi informatici.
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Michele lavora come tecnico di laboratorio all’istituto agrario di Riccia, struttura dotata anche di una serra. Monia, invece, in passato avrebbe insegnato nel liceo scientifico dello stesso comune. La scuola classica di Campobasso era frequentata da Sara e dalla sorella maggiore Alice, diplomata a luglio, mentre al liceo Silvio Di Lalla di Casacalenda presta servizio come insegnante di sostegno una cugina di Gianni.
L’ipotesi sul bersaglio reale
Le verifiche si inseriscono in un’indagine che avrebbe già raccolto oltre 200 testimonianze e che, secondo quanto riportato da Corriere della Sera e Repubblica, prenderebbe in considerazione anche uno scenario diverso da quello iniziale. Antonella e Sara potrebbero essere state colpite per errore nella loro abitazione di Pietracatella, mentre il possibile obiettivo della tossina sarebbe stato Gianni, marito e padre delle vittime.
Alla base della vicenda ci sarebbe un rapporto coniugale ormai compromesso. Alcune indiscrezioni riferiscono che Antonella avrebbe valutato la separazione, anche in relazione a presunti tradimenti del marito con altre donne. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se i rapporti personali, i dispositivi sequestrati e le ricerche sulla ricina siano collegati tra loro.
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