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Cronaca 1 min di lettura3 ore fa

Ricina, cosa segnò Alice nei giorni della tragedia

Nei verbali dell’indagine di Pietracatella, la sopravvissuta ricostruisce i pasti natalizi mentre emergono anche le difficoltà incontrate per ottenere soccorso.

Il contenuto dei pranzi e delle cene consumati durante il periodo natalizio è uno degli elementi ricostruiti nell’inchiesta sul caso di Pietracatella. A fornire questa sequenza è Alice, la ragazza sopravvissuta all’avvelenamento da ricina che ha provocato la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

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Alice ricostruisce i pasti di Natale

Nei verbali, la giovane ha indicato che cosa era stato portato in tavola nei giorni in cui si è consumata la tragedia. La ricostruzione riguarda sia i pranzi sia le cene e punta a chiarire la successione degli eventi attraverso le abitudini alimentari della famiglia.

Il suo racconto è confluito negli atti dell’indagine condotta sul giallo di Pietracatella. Alice è infatti l’unica superstite citata nella ricostruzione, mentre Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sono decedute dopo l’esposizione al veleno.

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La richiesta di aiuto rimasta senza risposta

La testimonianza della ragazza non si limita agli alimenti consumati. Nei verbali trova spazio anche il racconto delle difficoltà incontrate quando sarebbe stato necessario ricevere assistenza medica.

Alice ha riferito: «Il 118 e la guardia medica non volevano venire». La frase descrive, secondo la sua versione, i problemi incontrati nel tentativo di ottenere l’intervento dei soccorsi durante quei giorni.

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