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Cronaca 3 min di lettura28 min fa

Studenti in corteo, la protesta si allarga: tensione a Torino

Migliaia di giovani hanno manifestato in diverse città contro le politiche scolastiche, il riarmo e il caro vita: a Torino identificati alcuni ragazzi a volto coperto.

La mobilitazione studentesca ha attraversato numerose città italiane, con cortei, slogan e rivendicazioni diverse ma accomunate dalla critica alle scelte del governo sulla scuola, alle spese militari e al costo della vita. Da Roma a Milano, passando per Torino, Firenze, Cagliari, Genova e alcune località del Veneto, gli studenti hanno partecipato alle iniziative legate al «No Meloni Day».

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Roma concentra la protesta nazionale

Nella capitale i promotori hanno parlato di 20mila partecipanti, mentre il corteo sfilava davanti al Colosseo diretto verso il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Nel mirino sono finiti i provvedimenti del ministro Giuseppe Valditara; durante la manifestazione sono comparsi anche messaggi contro il Partito democratico e la Cgil.

Gli studenti hanno alternato slogan antifascisti e richiami all’unità tra mondo della scuola e lavoratori. Uno striscione ha annunciato lo sciopero generale del 30 ottobre, con l’idea di unire le vertenze «dai porti alle scuole».

A Milano alcune migliaia di giovani hanno percorso il centro cittadino nel corteo «Nessuno è straniero», partito da largo Cairoli e diretto verso Porta Romana. Le richieste comprendevano il rifiuto della riforma scolastica del governo, il contrasto agli affitti troppo costosi e l’opposizione al riarmo; lungo il tragitto, fino a quel momento, non sono stati segnalati momenti di tensione.


Torino alza il livello dello scontro

Nel capoluogo piemontese la manifestazione ha riunito più di 2.500 studenti, dopo giorni segnati dalle occupazioni di alcuni istituti superiori e da episodi di danneggiamento. In piazza XVIII Dicembre sono state collocate immagini di Giorgia Meloni, Guido Crosetto, Giuseppe Valditara ed Elly Schlein: sui volti era stata versata vernice rossa, così come sulla scritta «Leonardo» posta accanto alle fotografie.

La polizia ha identificato circa quindici giovani nei pressi della piazza. Avevano il volto coperto, comportamento vietato dall’ordinanza della prefettura; alcuni manifestanti con il viso celato erano inoltre presenti in testa al corteo.

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A Firenze erano presenti oltre 2.000 ragazzi provenienti da almeno 15 scuole superiori. La protesta, avviata da piazza San Marco, ha contestato i tagli all’istruzione e il decreto Valditara sul limite agli studenti stranieri nelle classi, mentre tra gli striscioni comparivano messaggi contro le discriminazioni e richieste di maggiore investimento nella scuola.


Da Cagliari al Veneto, cortei diffusi

A Cagliari circa 600 studenti si sono riuniti in piazza Garibaldi per raggiungere la sede del Consiglio regionale. La manifestazione ha messo insieme il tema del degrado degli edifici scolastici, la carenza di docenti e la contrarietà alle spese militari, riassunti nello slogan «Soldi alla scuola, non alla guerra».

Durante il passaggio in piazza Costituzione sono stati esplosi alcuni petardi. Gli organizzatori e altri partecipanti hanno preso le distanze dall’episodio, cercando di mantenere pacifico il corteo, accompagnato da musica, striscioni e contestazioni rivolte alla presidente del Consiglio e al ministro dell’Istruzione.

A Genova la mobilitazione si è svolta in piazza De Ferrari, dopo le occupazioni di alcuni licei cittadini. Gli studenti hanno denunciato le condizioni degli edifici, il prezzo dei libri e dei materiali didattici, l’aumento dei costi del trasporto pubblico e le decisioni del governo sulle spese militari.

In Veneto i cortei sono partiti a Padova, Mestre e Treviso, mentre a Belluno era prevista un’iniziativa nel pomeriggio. A Vicenza hanno partecipato circa 500 studenti secondo le prime stime, oltre 1.000 secondo gli organizzatori: il passaggio dalla stazione verso il centro ha provocato rallentamenti alla circolazione, senza scontri o incidenti segnalati. A Treviso alcuni studenti del liceo Canova hanno superato le recinzioni dell’istituto per unirsi alla manifestazione cittadina.

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