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Cronaca 2 min di lettura15 min fa

Repubblica, un volume racconta fortezze e borghi del Nord-Ovest

Itinerari tra residenze sabaude, borghi fortificati e sapori locali, con tappe anche nelle montagne valdostane

È uscita la nuova Guida di Repubblica dedicata a castelli, fortezze e dimore storiche di Piemonte e Valle d’Aosta.

Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, descrive il volume come un viaggio «alla ricerca della memoria italica e alla scoperta avvolgente dei sapori, degli odori e dei piaceri dell’accoglienza». Nel suo intervento, Cerasa cita un itinerario che attraversa le Residenze Sabaude, le Langhe, il Novarese, il Vercellese, l’Alessandrino, il Biellese e l’Astigiano, fino ai rilievi e alle fortificazioni valdostane.

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Il Forte di Bard e la Valle d’Aosta

Tra le tappe indicate dalla guida c’è il Forte di Bard, costruito su uno sperone roccioso a controllo del passaggio lungo la Dora Baltea. La posizione ne spiega il rilievo militare e il rapporto diretto tra l’opera difensiva e la conformazione della valle.

Nel 1800 la fortezza oppose resistenza alle truppe napoleoniche. In Valle d’Aosta il volume segnala anche Fénis, Issogne, Verrès, Sarre e Castel Savoia, a Gressoney-Saint-Jean: edifici nati con funzioni diverse, dalla difesa alla residenza, che riflettono le trasformazioni del territorio.

La guida, scrive Cerasa, invita a scoprire «Che meraviglia questo Piemonte» attraverso architetture, paesaggi e tradizioni. Il libro è disponibile in edicola a 12 euro oltre al prezzo del quotidiano; l’arrivo in libreria, su Amazon e Ibs è previsto prossimamente.


Dai palazzi sabaudi ai borghi fortificati

Il patrimonio storico regionale non coincide con una sola tipologia architettonica. Accanto alle torri e alle cinte murarie compaiono palazzi signorili, antichi manieri e insediamenti raccolti intorno a strutture difensive, testimonianze di dinastie, conflitti e cambiamenti sociali.

A Torino e nei dintorni il percorso comprende il complesso delle Residenze della Casa Reale di Savoia, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale. Questi edifici documentano il ruolo della dinastia sabauda e l’uso dell’architettura come strumento di rappresentanza del potere.

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Nel territorio di Alessandria emergono invece la Cittadella e il Forte di Gavi, costruzioni legate alla protezione strategica dell’area. Astigiano e Monferrato propongono un insieme più articolato di castelli e dimore, strettamente connessi ai centri abitati e al paesaggio.


Vigneti, aziende agricole e itinerari

La ricognizione prosegue nel Biellese, nel Novarese e nel Vercellese, dove ricetti e borghi cinti da mura affiancano le residenze fortificate. Le strutture raccontano le necessità di difesa degli insediamenti e allargano lo sguardo oltre i castelli più noti.

Tra Langhe e Roero il patrimonio comprende torri, fortezze, castelli e dimore storiche inseriti in un territorio segnato dal rapporto tra architettura e ambiente. La guida accompagna così il lettore lungo un itinerario nel quale le costruzioni storiche convivono con colline e campagne.

Un capitolo specifico è dedicato ai “castelli enogastronomici”. Quando le funzioni militari persero importanza, diversi complessi furono affiancati o convertiti in residenze con poderi, granai e aziende agricole, creando legami produttivi ancora visibili in alcuni casi.

Vigneti, cantine, produzioni locali e consuetudini gastronomiche diventano quindi parte della narrazione. Oltre agli itinerari, il volume raccoglie indirizzi utili per conoscere l’offerta enogastronomica dei territori attraversati e contiene anche le testimonianze di Valeria Bruni Tedeschi e Antonio Manzini.

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