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Cronaca 2 min di lettura2 giorni fa

Ranucci-Rai, il Tribunale risponde alle accuse: cosa dice su Casari

Il presidente del Tribunale di Roma Lorenzo Pontecorvo chiarisce i criteri usati per affidare il ricorso di Sigfrido Ranucci contro la Rai alla magistrata Donatella Casari.

Il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, interviene nel confronto nato attorno al ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai dopo la sua uscita dalla conduzione di Report. Al centro della nota c’è la posizione della giudice Donatella Casari, la magistrata della sezione Lavoro incaricata di esaminare la controversia.

Pontecorvo respinge i dubbi circolati negli ultimi giorni sul metodo seguito per individuare il giudice e difende pubblicamente l’operato di Casari. Secondo il vertice del tribunale, non ci sono elementi che mettano in discussione né la regolarità dell’assegnazione né l’imparzialità della magistrata.


Il fascicolo assegnato senza discrezionalità

Nella ricostruzione fornita dal presidente, il procedimento è stato affidato attraverso le regole tabellari applicate da anni all’interno del Tribunale di Roma. L’utilizzo di procedure automatiche, spiega Pontecorvo, serve a garantire il rispetto del principio del giudice naturale precostituito per legge.

La nota esclude quindi che la scelta sia stata determinata da valutazioni personali o da interventi esterni. Pontecorvo ha inoltre manifestato il proprio sostegno alla giudice, descrivendola come una professionista indipendente, equilibrata e preparata: «Esprimo il mio sostegno alla dottoressa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione».

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Le vecchie sentenze non provano parzialità

Le contestazioni erano arrivate da esponenti politici e da alcune testate, che avevano richiamato precedenti decisioni di Casari per ipotizzare una sua possibile posizione preconcetta nel nuovo procedimento. Il presidente del Tribunale considera però non pertinente il collegamento tra quei giudizi e la causa promossa da Ranucci.

Pontecorvo sottolinea che i procedimenti evocati dalle critiche differiscono dall’attuale controversia sia per materia e oggetto sia per le persone coinvolte. Nella nota, il magistrato definisce così le accuse: «Si tratta tuttavia di casi non comparabili con la controversia oggi sottoposta al suo esame, né per natura e oggetto né per le parti coinvolte».

La presa di posizione mira dunque a chiarire due aspetti distinti: da una parte, l’assegnazione del ricorso sarebbe avvenuta secondo criteri automatici; dall’altra, le precedenti sentenze della giudice non costituirebbero, secondo il Tribunale, una base sufficiente per mettere in dubbio la sua neutralità.

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