Ranucci-Rai, il Tribunale risponde alle accuse: cosa dice su Casari
Il presidente del Tribunale di Roma Lorenzo Pontecorvo chiarisce i criteri usati per affidare il ricorso di Sigfrido Ranucci contro la Rai alla magistrata Donatella Casari.
Il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, interviene nel confronto nato attorno al ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai dopo la sua uscita dalla conduzione di Report. Al centro della nota c’è la posizione della giudice Donatella Casari, la magistrata della sezione Lavoro incaricata di esaminare la controversia.
Pontecorvo respinge i dubbi circolati negli ultimi giorni sul metodo seguito per individuare il giudice e difende pubblicamente l’operato di Casari. Secondo il vertice del tribunale, non ci sono elementi che mettano in discussione né la regolarità dell’assegnazione né l’imparzialità della magistrata.
Il fascicolo assegnato senza discrezionalità
Nella ricostruzione fornita dal presidente, il procedimento è stato affidato attraverso le regole tabellari applicate da anni all’interno del Tribunale di Roma. L’utilizzo di procedure automatiche, spiega Pontecorvo, serve a garantire il rispetto del principio del giudice naturale precostituito per legge.
La nota esclude quindi che la scelta sia stata determinata da valutazioni personali o da interventi esterni. Pontecorvo ha inoltre manifestato il proprio sostegno alla giudice, descrivendola come una professionista indipendente, equilibrata e preparata: «Esprimo il mio sostegno alla dottoressa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le vecchie sentenze non provano parzialità
Le contestazioni erano arrivate da esponenti politici e da alcune testate, che avevano richiamato precedenti decisioni di Casari per ipotizzare una sua possibile posizione preconcetta nel nuovo procedimento. Il presidente del Tribunale considera però non pertinente il collegamento tra quei giudizi e la causa promossa da Ranucci.
Pontecorvo sottolinea che i procedimenti evocati dalle critiche differiscono dall’attuale controversia sia per materia e oggetto sia per le persone coinvolte. Nella nota, il magistrato definisce così le accuse: «Si tratta tuttavia di casi non comparabili con la controversia oggi sottoposta al suo esame, né per natura e oggetto né per le parti coinvolte».
La presa di posizione mira dunque a chiarire due aspetti distinti: da una parte, l’assegnazione del ricorso sarebbe avvenuta secondo criteri automatici; dall’altra, le precedenti sentenze della giudice non costituirebbero, secondo il Tribunale, una base sufficiente per mettere in dubbio la sua neutralità.
Continua a leggere
Forcella, la fuga finisce nell’armadio: preso Del Prete
Il presunto vertice del clan Mazzarella era ricercato dal 3 marzo: i carabinieri lo hanno individuato in un nascondiglio ricavato dentro un armadio.
Garlasco, il nodo dei pedali: il verbale Ris divide ancora i consulenti
Il Dna di Chiara Poggi trovato sulla bici di Alberto Stasi viene definito affidabile, ma restano i dubbi sulle analisi negative del giorno successivo.
Ungheria, cade l’accusa più grave ma Maja e Marchesi restano condannati
La Corte d’Appello di Budapest ha escluso l’appartenenza a un’associazione criminale, riducendo di un anno le pene per i due attivisti
Addio a Peppino Mazzullo: la voce che ha fatto crescere Topo Gigio
L’attore e doppiatore siciliano si è spento a 100 anni nella sua casa di Santo Stefano Briga: per oltre quattro decenni aveva dato voce al celebre pupazzo.