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Cronaca 1 min di lettura3 giorni fa

Quattro milioni in crypto: il passato americano del caso Fideuram

Il 48enne israeliano, già arrestato dall’Fbi e condannato negli Stati Uniti, è accusato di aver ottenuto quasi 4 milioni nell’ultima frode.

Il protagonista dell’inchiesta Fideuram ha 48 anni, è nato in Israele e avrebbe accumulato quasi 4 milioni di euro in criptovalute. A ricostruire il flusso di denaro sono stati i carabinieri, che lo collegano all’ultima truffa online.


Un vecchio precedente negli Stati Uniti

La sua esperienza con i raggiri informatici non sarebbe iniziata in Italia. Circa dieci anni fa l’uomo era stato individuato dall’Fbi, arrestato e successivamente estradato negli Stati Uniti.

Nel procedimento americano gli era stata inflitta una pena di 43 mesi di carcere. L’accusa riguardava la partecipazione a un’organizzazione internazionale impegnata in frodi online.

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La ricompensa in criptovalute

Secondo gli investigatori, dopo l’ultimo colpo sui suoi conti sarebbero confluiti quasi 4 milioni di euro sotto forma di criptovalute. Il denaro rappresenterebbe la ricompensa ottenuta per l’operazione contestata nel caso Fideuram.

La vicenda ripropone così il profilo di un soggetto già finito al centro di un’indagine federale negli Usa. Le informazioni disponibili sull’inchiesta italiana lo descrivono come un uomo capace di utilizzare identità e ruoli falsi per indirizzare operazioni finanziarie.

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