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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Quando l’arte aiuta la mente: la nuova sfida di Cristalfarma

A Milano il primo appuntamento del ciclo curato da Bruna Roccasalva ha messo a confronto neurologia, arteterapia e pratica creativa.

Un’opera d’arte può modificare il nostro stato emotivo, stimolare la mente e favorire nuove forme di relazione? È da questa domanda che Cristalfarma ha fatto partire “L’arte che fa stare meglio”, un percorso di incontri dedicato ai possibili legami tra esperienza artistica, salute e qualità della vita. Il debutto si è svolto il 14 ottobre a Casa Cristalfarma, a Milano, con un confronto sul benessere mentale.

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La mente davanti all’opera

Il primo appuntamento ha riunito il neurologo Michele Gennuso, l’arteterapeuta Emanuela Zaietta e l’artista Luca Santiago Mora, fondatore del collettivo Atelier dell’Errore. Il dialogo, curato da Bruna Roccasalva, ha unito ricerca scientifica, pratica terapeutica e produzione artistica, osservando il fenomeno da prospettive differenti.

Gennuso ha analizzato le reazioni del cervello quando si entra in contatto con un’opera, sia osservandola sia realizzandola. Percezione, attenzione, memoria ed emozioni partecipano all’esperienza estetica, mentre gli stimoli legati a immagini, forme e attività creative vengono elaborati dall’organismo attraverso meccanismi complessi.

Zaietta ha invece illustrato il ruolo del processo creativo nei percorsi di arteterapia. Attraverso attività non necessariamente legate alla parola, la persona può mettere in comunicazione la propria dimensione interiore con il mondo esterno, riconoscere ciò che prova e sviluppare modalità di conoscenza di sé e di relazione con gli altri.


Tre sguardi sul benessere

La testimonianza di Luca Santiago Mora ha portato il confronto sul terreno della pratica artistica. La vicenda dell’Atelier dell’Errore, nato in un contesto connesso alla cura e diventato successivamente un collettivo autonomo, ha permesso di distinguere il lavoro dell’artista da un intervento terapeutico basato su un metodo clinico.

L’obiettivo dell’incontro non era attribuire all’arte una funzione terapeutica universale, ma capire in quali modi possa incidere sull’esperienza individuale e collettiva. Le arti, secondo un numero crescente di ricerche in ambito neuroscientifico, psicologico e sociale, possono sostenere l’equilibrio emotivo, la stimolazione cognitiva, la prevenzione e i rapporti sociali.

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“L’idea nasce da un’esperienza personale: ogni volta che entro in un museo o in una galleria esco con un sorriso sul viso e nel cuore”, ha spiegato Cristina Del Bono, amministratrice delegata di Cristalfarma. La promotrice del progetto ha ricordato di aver iniziato a studiare le reazioni suscitate dall’arte sul piano biochimico, psicofisico ed emotivo, fino a trasformare quelle domande in un ciclo di incontri divulgativi.


Un percorso destinato a proseguire

“Questa serie di incontri nasce dalla curiosità di esplorare, insieme ad artisti e figure della scienza e della cultura, come l’esperienza artistica possa contribuire al nostro benessere psicofisico, sociale ed esistenziale”, ha affermato Bruna Roccasalva. La curatrice ha sottolineato l’importanza di non cercare risposte assolute nell’arte, ma di interrogarsi sulle ragioni della sua presenza costante nella vita umana.

Il progetto si inserisce in un impegno più ampio di Cristalfarma a favore della cultura e dell’arte come possibili strumenti per promuovere la salute. L’azienda lo considera l’avvio di un cammino che potrà comprendere ulteriori iniziative e che mette in relazione scienza, natura, cultura e qualità della vita.

Il tema è al centro anche dell’attenzione delle istituzioni. Nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esaminato oltre 3.000 studi sul rapporto tra arti, salute e benessere, rilevando effetti collegati alla prevenzione, al sostegno della qualità della vita e alla gestione della malattia. In Italia, quest’anno, il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per rafforzare il collegamento tra cultura e salute e promuovere sperimentazioni sugli effetti delle arti sul benessere psicofisico.

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