Vele e paracadute cambiano missione: 120 borse per pazienti oncologiche
Il progetto trasforma materiali militari e navali non più utilizzabili in accessori destinati alle donne operate, con una seconda consegna prevista a Pisa.
Materiali nati per navigare o affrontare lanci dall’alto hanno trovato una nuova funzione negli ospedali. Da vele non più utilizzate dell’Amerigo Vespucci e da alcuni paracadute della Brigata Folgore sono arrivate 120 borse pensate per contenere i drenaggi delle pazienti oncologiche del Cro di Aviano, in provincia di Pordenone.
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Una sartoria dal valore concreto
Il risultato è legato a un laboratorio di sartoria promosso da Ial Fvg. L’idea del progetto è di Mario Mileto, direttore scientifico della Fondazione Scriptorium Foroiuliense, che ha indirizzato il recupero dei tessuti verso un’esigenza concreta delle persone ricoverate.
La consegna è avvenuta alla presenza di Roberto Giurano, presidente della Fondazione, di Gabriele De Simone, direttore generale di Ial Fvg, e di Cristina Zavagno, che ricopre l’incarico di direttrice amministrativa del Cro. Le borse permettono alle pazienti di gestire con maggiore praticità i dispositivi collegati ai drenaggi durante il percorso di cura.
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Il progetto guarda già a Pisa
L’iniziativa aveva preso il via lo scorso anno e ora punta a coinvolgere altre strutture sanitarie italiane. Il prossimo appuntamento è fissato per il 10 novembre, quando il reparto di Senologia dell’ospedale di Pisa riceverà un ulteriore lotto composto da 100 borse.
Alla cerimonia pisana è prevista anche la partecipazione del comandante della Brigata Folgore. Il passaggio da Aviano a Pisa segna così l’ampliamento di un progetto che unisce recupero dei materiali, formazione sartoriale e sostegno alle pazienti oncologiche.
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