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Cronaca 3 min di lettura2 giorni fa

Quando il familiare è un’IA: la frode vocale può colpire chiunque

Bastano pochi secondi di audio per imitare una persona e chiedere denaro: dai casi eccellenti alle difese utili per non cadere nella trappola

Una richiesta urgente arrivata dalla voce di un figlio, di un collega o di un amico può sembrare impossibile da mettere in dubbio. Eppure oggi un audio molto breve è sufficiente per costruire un’imitazione credibile, trasformando una normale telefonata in uno strumento per sottrarre denaro.

Il fenomeno non riguarda soltanto dirigenti e grandi patrimoni. La cosiddetta frode del Ceo ha fatto notizia perché punta su persone in grado di autorizzare pagamenti aziendali, ma la stessa tecnica viene utilizzata anche contro famiglie e cittadini comuni.


La voce falsa entra in famiglia

Un caso italiano risale a due anni fa e coinvolge Maria Grazia Abis, pensionata di Sardara. La donna ricevette messaggi audio su Whatsapp che sembravano provenire dalla figlia, residente a Monaco, e contenevano la richiesta urgente di un bonifico da mille euro.

Dopo aver inviato il denaro, Abis provò a contattare la figlia per verificare l’arrivo della somma. La ragazza, però, non sapeva nulla della richiesta: la voce ascoltata negli audio era stata utilizzata dai truffatori e i soldi non sono mai tornati alla pensionata.

Negli ultimi anni episodi simili hanno coinvolto persone molto diverse. Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram, è stato indotto a versare 36 milioni attraverso una voce contraffatta. In un altro caso, la riproduzione artificiale della voce di Guido Crosetto avrebbe convinto Massimo Moratti a pagare un milione per un finto riscatto legato a militari rapiti all’estero.


Dai falsi investimenti ai rapimenti

La minaccia non si è sviluppata soltanto in Italia. Nel 2024 Steven Miles, governatore del Queensland, ha scoperto che qualcuno aveva replicato la sua voce per promuovere su X investimenti rischiosi in bitcoin.

Nel 2023 Jennifer DeStefano, madre dell’Arizona, fu invece raggiunta da una telefonata nella quale una voce simile a quella della figlia sosteneva che la ragazza fosse stata rapita e chiedeva un riscatto. Una seconda chiamata alla giovane chiarì rapidamente che era al sicuro e che la vacanza sulla neve proseguiva senza problemi.

Quell’episodio apparteneva ancora a una fase iniziale della tecnologia, con risultati meno sofisticati. Il principio, tuttavia, era già evidente: sfruttare la paura e la pressione del momento per impedire alla vittima di controllare le informazioni ricevute.

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Come nasce una voce artificiale

Tra le tecniche impiegate c’è quella della telefonata silenziosa. Anche rispondere ripetutamente con un semplice “pronto” può fornire materiale utile a ricostruire caratteristiche come timbro, ritmo e intensità emotiva.

Secondo i dati riportati, tre secondi di registrazione possono consentire un’imitazione accurata all’85%. Con un campione più lungo, magari ricavato dai contenuti pubblicati sui social, la somiglianza può arrivare al 95%. A quel punto il software può sostenere uno scambio telefonico abbastanza realistico da confondere l’interlocutore.

Strumenti nati per il settore dell’intrattenimento sono ormai disponibili online attraverso numerosi servizi. La facilità di accesso e il livello di precisione raggiunto rendono difficile affidarsi soltanto all’impressione che una voce “suoni” autentica.


Le verifiche possono fermare la truffa

Il numero visualizzato sul telefono non offre sempre una garanzia, perché anche l’identità del chiamante può essere falsificata. Per questo, davanti a una richiesta di denaro o a una situazione drammatica, è importante porre domande su ricordi e dettagli conosciuti soltanto dalla persona reale e dall’interlocutore.

Un’ulteriore precauzione consiste nel concordare in anticipo una parola segreta o una frase di controllo da usare nelle conversazioni delicate. La verifica va svolta attraverso un canale diverso, richiamando direttamente il familiare o il collega su un recapito già noto.

La fretta è uno degli strumenti principali della frode: interrompere la conversazione, non effettuare subito il pagamento e cercare una conferma indipendente può impedire che una voce generata dall’intelligenza artificiale si trasformi in una perdita concreta.

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