Proteste online, TikTok stringe la rete: nel mirino anche i minori
Dopo i disordini di Milano, la piattaforma potenzia i controlli sui contenuti e limita alcune funzioni legate alle dirette delle manifestazioni.
Le mobilitazioni rilanciate sulle piattaforme digitali hanno riaperto in Italia la discussione sull’età minima per accedere ai social. In un’intervista a La Repubblica, la premier Giorgia Meloni si è definita “non contraria” a impedire l’accesso a TikTok e servizi simili ai minori di 14 anni.
Alberto Barachini, sottosegretario all’Editoria, ha ricordato invece il percorso europeo in corso: si valuta un divieto generalizzato per gli under 13, mentre tra 13 e 15 anni l’accesso potrebbe essere subordinato al consenso dei genitori. Dopo quella soglia, l’utilizzo sarebbe libero.
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TikTok rafforza i controlli
Nel frattempo TikTok ha istituito una squadra dedicata alla gestione dell’emergenza e ha ampliato il lavoro dei moderatori. L’azienda utilizza anche sistemi capaci di analizzare immagini e audio per individuare più rapidamente i materiali problematici.
La piattaforma afferma di contrastare i contenuti che sostengono la violenza o promuovono reati, senza rimuovere automaticamente le pubblicazioni che si limitano a raccontare ciò che accade. “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza”, ha spiegato la società, rivendicando la volontà di tutelare sia l’informazione sia il confronto pubblico.
Ricerca e dirette sotto esame
Tra gli interventi adottati figurano il blocco di alcune parole chiave associate alla violenza e alle attività criminali. TikTok ha inoltre ridotto i suggerimenti automatici nelle ricerche sulle proteste e disabilitato il completamento delle frasi per determinate interrogazioni.
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Agli utenti viene chiesto di verificare le notizie attraverso fonti attendibili e di usare con prudenza le trasmissioni in diretta. Per evitare guadagni ottenuti sfruttando le manifestazioni, alcune funzioni di monetizzazione delle Live collegate alle proteste sono state limitate temporaneamente.
Il contesto delle manifestazioni
La decisione arriva dopo le proteste e gli episodi di disordine registrati a Milano il 17 ottobre. In vista di nuove iniziative annunciate per il prossimo fine settimana in varie città italiane, i social sono osservati per il ruolo che svolgono nella diffusione degli appelli, dei filmati e delle dirette dalla strada.
Secondo TikTok, finora la quota di contenuti irregolari non si discosta dai livelli già rilevati in periodi precedenti. L’azienda ha aggiunto di collaborare con soggetti di fiducia, compresi verificatori indipendenti, per riconoscere eventuali minacce ancora in fase di sviluppo.
Quando vengono accertate violazioni, la piattaforma può cancellare i video, interrompere le trasmissioni in diretta e sospendere o chiudere gli account coinvolti. L’obiettivo dichiarato è mantenere separati il resoconto degli eventi e l’incitamento a comportamenti violenti.
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La piattaforma ha creato un’unità dedicata, intensificato i controlli e coinvolto verificatori indipendenti per ridurre violenze e disinformazione.
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