Milano e Parigi nel mirino: la satira travolge i maranza
Tra saccheggi, proteste e futuro politico, la rete trasforma gli scontri in una galleria di immagini ironiche firmate anche da Osho.
Le violenze nelle strade di Milano e Parigi hanno alimentato una valanga di immagini satiriche. I protagonisti sono i cosiddetti maranza, raccontati online con ironia tagliente attraverso scene di saccheggi, slogan improbabili e riferimenti alla politica.
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Osho colpisce con l’ironia
Federico Palmaroli, conosciuto dal pubblico come Osho, ha immaginato uno dei giovani coinvolti nei disordini mentre torna nel negozio preso d’assalto il giorno precedente. Il motivo? Una felpa rubata che, una volta provata, risulta troppo stretta: «Mi scusi, io domenica ho rubato questa felpa ma mi va un po' piccola... La posso cambiare?». La scena mette in contrasto la gravità del gesto con la normalità assurda della richiesta.
In un’altra battuta, Osho prende di mira l’attesa dei ragazzi per le prossime mobilitazioni. La domanda rivolta a tre adolescenti riguarda infatti il momento del prossimo sciopero, visto come l’occasione per procurarsi un nuovo paio di scarpe. Anche il linguaggio delle proteste viene deformato dalla satira: tra le richieste attribuite alla piazza compare quella di avere «più ore di educazione affettiva».
Dai negozi alle immagini virali
La rete non risparmia né i manifestanti né i rappresentanti delle istituzioni. Un fotomontaggio mostra Matteo Salvini nei panni di un maranza mentre lascia un esercizio commerciale saccheggiato, mentre Beppe Sala viene accostato a “Cento Vetrine”, la celebre serie televisiva scelta come riferimento alle vetrine infrante durante le proteste milanesi.
Anche gli abiti diventano materia per la presa in giro. In una delle immagini circolate online, i ragazzi presenti allo stadio indossano capi costosi con tanto di dispositivo antitaccheggio ancora applicato. Il tono cambia invece quando la città viene rappresentata come un ambiente da videogioco fantascientifico, con gli scontri trasformati in una scena surreale e virtuale.
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Milano rilegge il caso Parigi
Il collegamento tra le due città viene rafforzato dal lavoro di Wytse Koetse, regista e creativo olandese. L’autore ha immaginato un itinerario turistico nella capitale francese durante i disordini, costruendo così un parallelo ironico con quanto accaduto a Milano.
Gli stessi canali digitali utilizzati per convocare i più giovani nelle piazze diventano quindi anche il luogo in cui gli eventi vengono ridicolizzati. La satira mescola immagini, politica e riferimenti alla cultura popolare, senza fermarsi davanti a nessuno dei soggetti coinvolti.
L’ultima paura guarda al Parlamento
Oltre alle battute sui saccheggi e agli accostamenti televisivi, alcune immagini provano a spostare lo sguardo verso ciò che potrebbe accadere dopo le proteste. Con le elezioni ormai vicine, una delle rappresentazioni più provocatorie mostra alcuni maranza seduti tra i banchi della Camera.
È il passaggio dalla cronaca all’anticipazione politica: il bersaglio non sono più soltanto i comportamenti visti nelle strade, ma anche il timore che quei protagonisti possano un giorno entrare nelle istituzioni. La rete, ancora una volta, sceglie il paradosso per raccontare rabbia, disordine e inquietudine sul futuro.
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