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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Prostata, 485mila uomini: le domande che possono cambiare la cura

Presentata a Roma la Carta delle Domande, uno strumento pensato per rendere più chiaro il confronto tra pazienti e professionisti sulle scelte terapeutiche e sulla qualità della vita.

Sessualità, continenza, rapporti di coppia e abitudini quotidiane possono incidere sulle decisioni quanto gli aspetti clinici. Per aiutare gli uomini con un tumore della prostata a portare questi temi nella visita nasce la Carta delle Domande, iniziativa presentata oggi a Roma presso il ministero della Salute dalla Società italiana di Uro-oncologia (Siuro) e da Europa Uomo Italia.


La qualità della vita entra nella visita

Il progetto raccoglie 30 quesiti dedicati alle diverse fasi dell’assistenza. Il paziente può leggerli prima dell’appuntamento, selezionare quelli più vicini alla propria situazione e affrontarli con il medico, eventualmente insieme a un familiare o a una persona che lo assiste.

La guida è stata elaborata mettendo insieme l’esperienza dei clinici e quella dei pazienti. Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo Italia, ha spiegato che spesso emozione e difficoltà nel comprendere le informazioni impediscono di formulare domande durante il colloquio. «La qualità della vita è parte della cura e deve entrare nelle decisioni fin dall’inizio», ha sottolineato, riferendosi anche agli aspetti personali che possono essere condizionati dalla malattia o dai trattamenti.


Un supporto per scegliere consapevolmente

La Carta è pensata come uno strumento pratico per chiarire diagnosi, alternative terapeutiche, benefici attesi e possibili effetti indesiderati. L’obiettivo è favorire una comunicazione più equilibrata, nella quale il paziente possa esprimere priorità e timori e partecipare alle scelte sul proprio percorso.

Il documento sarà distribuito nei centri uro-oncologici coinvolti nella prima fase sperimentale ed è disponibile anche in formato digitale. Il programma comprende inoltre materiali divulgativi sui social media, seminari online e altre attività di sensibilizzazione. La Siuro e Europa Uomo Italia puntano così a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e operatori sanitari.

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I numeri spiegano la portata del progetto

Secondo il rapporto "I numeri del cancro in Italia 2024", nel Paese vivono 485mila uomini che hanno ricevuto una diagnosi di tumore della prostata, considerando persone in momenti diversi della malattia e anche chi ha già terminato le cure. Nel 2024 le nuove diagnosi stimate sono state circa 40mila, mentre la sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi raggiunge il 91%; tra coloro che hanno superato il primo anno, la probabilità di vivere almeno altri quattro anni è del 94%.

Rolando Maria D’Angelillo, presidente della Siuro, ha ricordato che la patologia presenta caratteristiche differenti da persona a persona e richiede quindi strategie personalizzate. Per i tumori a basso rischio può essere indicata la sorveglianza attiva, basata su controlli programmati per rinviare o evitare terapie non necessarie, senza perdere la possibilità di intervenire quando compaiano segnali clinici.

I due promotori sottolineano infine la necessità di un lavoro multidisciplinare, con il coinvolgimento di urologi, oncologi, radioncologi, radiologi, anatomo-patologi, infermieri, psicologi e professionisti della riabilitazione, secondo le esigenze individuali. Anche sapere se il caso è stato valutato da un gruppo di specialisti può diventare una domanda importante da porre durante la visita.

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