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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Prevenzione, la guida che manca all’Italia: parte il progetto nazionale

Le società scientifiche lavorano a un percorso comune per accompagnare cittadini e medici con controlli mirati in ogni fase della vita.

Una persona su tre, dopo i 45 anni, convive con almeno due patologie croniche. È il dato richiamato da Dario Leosco, presidente della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), per spiegare perché l’Italia abbia bisogno di una strategia nazionale della prevenzione, oggi ancora priva di una guida condivisa.

Il progetto è stato avviato durante la plenaria delle società scientifiche a Welfair. L’obiettivo è mettere a punto uno strumento capace di indicare interventi ed esami in base all’età, al genere, allo stato di salute e ai rischi individuali, coinvolgendo sia i medici sia i cittadini.

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La cronicità rende urgente il cambio di rotta

L’aumento della longevità non coincide necessariamente con più anni trascorsi in buona salute. Secondo Leosco, l’allungamento della vita sta infatti ampliando anche il periodo vissuto in condizioni di salute precarie, con ricadute sulla qualità della vita delle persone e sulla spesa sanitaria.

«In Italia una persona su tre dopo i 45 anni convive con più patologie croniche», ha affermato Leosco. Per il presidente della Sigg, la futura guida dovrà orientare percorsi personalizzati e favorire una programmazione degli interventi preventivi dall’infanzia fino alla quarta età, così da rafforzare il ruolo della prevenzione tra le prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale.


Un percorso che parte già dall’infanzia

Le indicazioni emerse a Welfair prevedono di cominciare presto, agendo sui fattori che possono compromettere la salute negli anni successivi. Tra le priorità figurano il contrasto all’obesità e allo stress cronico, insieme al consolidamento delle coperture vaccinali in età pediatrica.

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Nelle fasi più avanzate della vita, invece, l’attenzione dovrà concentrarsi sulle malattie croniche, sulla disabilità e sulla fragilità fisica e cognitiva. Anche l’isolamento sociale viene considerato un elemento di rischio, poiché può contribuire al declino delle funzioni cognitive e all’insorgenza di patologie cardiovascolari.


Prevenire per proteggere il Servizio sanitario

La guida dovrebbe diventare uno strumento comune per le società scientifiche, i medici di medicina generale e la popolazione. Il suo scopo sarà rendere più coordinata la scelta dei controlli e delle azioni preventive, adattandola alle caratteristiche della singola persona invece di limitarla alla sola cura della malattia già comparsa.

Il progetto viene presentato anche come un investimento per la tenuta futura del sistema sanitario. Una prevenzione più strutturata potrebbe ridurre nel tempo la diffusione delle patologie croniche, i ricoveri e le situazioni di disabilità, con effetti positivi sia sul benessere dei cittadini sia sull’equilibrio economico del Servizio sanitario nazionale. Da qui la richiesta ai decisori pubblici di includerla stabilmente tra le prestazioni fondamentali, insieme a diagnosi, cura e riabilitazione.

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