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Cronaca 2 min di lettura54 min fa

Bottiglietta obbligatoria per i cani: il caso finisce davanti al Tar

A Pratola Peligna l’associazione Tutela Diritti Animali Ets chiede di cancellare in parte l’ordinanza e contesta anche le multe fino a 500 euro.

Una multa fino a 500 euro e l’obbligo di avere con sé acqua per ogni minzione del proprio cane: sono questi gli aspetti dell’ordinanza comunale contestati davanti al Tar. Il ricorso è stato depositato dall’associazione Tutela Diritti Animali Ets contro il provvedimento adottato a Pratola Peligna, nell’Aquilano.

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Nel mirino multe e obblighi

L’atto impugnato è l’ordinanza numero 28 del 5 ottobre, con cui il Comune ha imposto ai proprietari di diluire con acqua le urine lasciate dagli animali sulle aree pubbliche. Per chi non rispetta la prescrizione sono previste sanzioni comprese tra 25 e 500 euro.

A muoversi è stata l’associazione presieduta da Gabriele Bettoschi, assistita dall’avvocato Massimo Rizzato. La richiesta presentata ai giudici amministrativi riguarda la sospensione e l’annullamento parziale della misura, ritenuta non adeguata rispetto agli obiettivi perseguiti.


Le obiezioni dell’associazione

Secondo Tutela Diritti Animali Ets, ai proprietari viene imposto un impegno difficilmente sostenibile: portare con sé bottiglie, spruzzatori o altri recipienti per intervenire dopo ogni episodio. Bettoschi sostiene che «girare con scorte di acqua per dilavare ogni singola minzione è un onere impossibile da sostenere», soprattutto per le persone anziane, per chi conduce cani di grandi dimensioni o per chi ne possiede più di uno.

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Nel ricorso viene segnalata anche la disponibilità limitata di fontanelle pubbliche. L’associazione teme che la prescrizione possa rendere più complicate le passeggiate quotidiane e incidere negativamente sul rapporto tra cittadini e animali, oltre a sollevare dubbi sulla proporzionalità delle sanzioni.


Dubbi anche sull’efficacia igienica

La contestazione non riguarda soltanto la praticabilità dell’ordinanza. L’associazione mette in discussione anche il risultato igienico ottenibile versando soltanto acqua sulle superfici interessate dalle urine.

A sostegno della propria posizione, nel ricorso vengono richiamate alcune dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti, secondo cui l’acqua da sola avrebbe un’utilità limitata nella rimozione degli odori e dei residui. Spetterà ora al Tar valutare le richieste relative al provvedimento comunale.

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