Presunte mazzette per i permessi ambientali: Armao davanti al gip
La Procura di Palermo ipotizza episodi di corruzione nella commissione siciliana che valuta le autorizzazioni ambientali: nove gli indagati, perquisiti casa e studi dell’ex assessore.
La richiesta di arresto nei confronti di Gaetano Armao apre un nuovo fronte giudiziario nella politica siciliana. L’ex vicepresidente e assessore regionale è coinvolto in un’indagine della Procura di Palermo su presunti pagamenti illeciti collegati alle autorizzazioni ambientali. Nel procedimento risultano complessivamente nove persone indagate.
La decisione passa ora dal gip
Il 2 ottobre la squadra mobile di Palermo ha eseguito perquisizioni nell’abitazione e negli studi professionali di Armao. Al legale è stato inoltre notificato un invito a presentarsi per l’interrogatorio preventivo, previsto prima che il giudice per le indagini preliminari decida sulla misura cautelare sollecitata dai magistrati.
La procedura è legata alle nuove regole che impongono al gip di ascoltare l’indagato prima di pronunciarsi su una richiesta di arresto. Non si tratta quindi di una decisione già adottata: l’eventuale provvedimento cautelare dovrà arrivare dopo questo passaggio.
L’ipotesi investigativa sulle autorizzazioni
Al centro dell’inchiesta c’è la Commissione tecnica specialistica regionale della Sicilia, l’organismo chiamato a esaminare i procedimenti sulle autorizzazioni ambientali. Secondo l’ipotesi accusatoria, all’interno della commissione sarebbe esistito un sistema basato su presunte mazzette.
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Armao ha guidato la commissione fino ad agosto. A suo carico vengono ipotizzati i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione; spetterà ora agli accertamenti giudiziari chiarire il suo eventuale coinvolgimento.
Il profilo politico e familiare
Avvocato noto, Armao è il marito di Giusi Bartolozzi, già capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. La sua attività politica si è intrecciata per anni con gli incarichi nell’amministrazione regionale siciliana.
Alle più recenti elezioni regionali aveva tentato la corsa alla presidenza sostenuto dall’alleanza tra Azione e Italia viva. La candidatura aveva ottenuto poco più del 2 per cento dei voti. Tra gli altri indagati figura anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all’Ars del Mpa e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo.
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